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  • UNA CONVERSAZIONE CON DIO
    “PADRE NOSTRO”

    >>  IO: “PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI…”
    >> DIO: Eccomi… Son qui…..dimmi tutto!
    >>  IO: Per favore… non interrompermi. Sto pregando!
    >> DIO: Sei tu che mi hai chiamato. figliolo!
    >>  IO: Io chiamato? Non ho chiamato nessuno. Io sto pregando…: “Padre nostro, che sei nei cieli…”
    >> DIO: Ah!!! Sei di nuovo tu, figliolo! Dimmi!
    >>  IO: Ma come?
    >> DIO: Si! Mi hai chiamato! Tu hai detto: “Padre Nostro, che sei nei cieli…” Io sono qui, ad ascoltarti. In che modo posso aiutarti?
    >>  IO: Ma io non intendo ascoltar nessuno. Io sto pregando. Recito il Padre Nostro tutti i giorni e mi sento bene pregando così. Non mi sento a posto fino a quando non ho recitato le mie preghiere.
    >> DIO: Però come puoi tu dire “Padre Nostro” senza pensare che ti rivolgi a Me e senza aspettare da Me una risposta? E come puoi chiamarmi ‘Padre’, senza pensare che tutti gli altri miei figli ti sono fratelli? Come puoi dire “…che sei nei cieli”, se non sai che il cielo è pace, il cielo è amore, amore per Me che sono il tuo Dio  e amore per tutti gli uomini, che ti sono fratelli?
    >>  IO: Effettivamente non avevo pensato a questo.
    >> DIO: Bene! Da ora in poi pensaci. Intanto, prosegui nella tua preghiera.
    >>  IO: “SIA SANTIFICATO IL TUO NOME…”
    >> DIO: Aspetta, fermati e rispondi a me: cosa intendi dire con queste parole?
    >>  IO: Penso di dire… penso di dire … si, proprio quello che significa. Perché lo vuoi sapere? Non vedi che queste parole fanno parte della preghiera. È  tutto qui.
    >> DIO: Ascolta, figlio! Sia santificato il tuo nome significa: il tuo nome (o Padre) sia degno di rispetto, quindi sia rispettato, sia santo, sia sacro, …sacro per tutti.

    >>  IO: Ora si che capisco. In effetti non avevo mai veramente pensato al significato della parola ‘santificato’. E ora continuo: “VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’, COME IN CIELO COSI’ IN TERRA…”
    >> DIO: Ma, figliolo, stai parlando sul serio?
    >>  IO: Chiaro, Signore! Perché non dovrei parlare seriamente?
    >> DIO: Bene! Ma dimmi: cosa fai tu perché tutto questo avvenga?
    >>  IO: Come cosa faccio? Niente faccio. Questo fa parte della preghiera. Dicendo questo, si vuol dire che Tu, Signore, Tu abbia un controllo di tutto quello che accade sia in cielo che in terra.
    >> DIO: Ma io ho il controllo sopra di te?
    >>  IO: Si. Penso di si ed è bene…..Io vado sempre in chiesa!
    >> DIO: No! Non è questo che ti chiedo! Qual è il modo con cui tratti i tuoi fratelli? Come spendi il tuo denaro? Perché dedichi tanto tempo alla televisione? Perché rimani frastornato e corri dietro alla pubblicità, mentre dedichi così poco tempo a Me?
    >>  IO: Per favore, ti prego, smetti di criticare!
    >> DIO: Oh! Si. Scusa! Pensavo che tu stessi chiedendo che si faccia la Mia volontà. Ma questo, si vede non ha importanza per te. Allora dimmi: come devo comportarmi, cosa devo fare con quelli che pregano e realmente accettano la Mia volontà, che accettano il freddo, il caldo, la pioggia, la natura, che condividono tutto, il bene e il male, con gli altri…..?
    >>  IO: Si! È vero! Hai ragione! Non accetto mai la Tua volontà, perché mi lamento di tutto e sono sempre scontento. Se mandi la pioggia, chiedo il sole… se mandi il sole, io mi lamento del caldo; se mandi il freddo, continuo a reclamare; chiedo la salute, però non mi curo di essa, trascuro di alimentarmi, oppure mangio molto…

    >> DIO: Bravo! Vedo che cominci a capire. È meraviglioso che tu riconosca tutto questo. Dobbiamo lavorare insieme Io e te. Otterremo insieme vittorie e sconfitte, ma sicuramente faremo un ottimo lavoro e sempre in meglio. È molto positivo questo tuo nuovo atteggiamento.
    >>  IO: Ascolta, Signore! Devo finire ora. Questa preghiera sta diventando troppo lunga, molto più di quanto io sono abituato. Perciò continuo: “DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO”.
    >> DIO: Fermati! Ma …mi stai chiedendo il pane materiale? Non solo di pane vive l’uomo, ma anche della Mia Parola. Devi soprattutto chiedere il cibo e l’alimento spirituale: devi sempre tener presente le parole: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna”.
    >>  IO: Si è vero, Signore! Hai ragione! Però tu ci hai fatti di corpo e di spirito e l’uno e l’altro hanno le proprie esigenze. Siamo immersi in questo mondo con il corpo e con l’anima e siamo continuamente soggetti alle esigenze di questo mondo, per cui non possiamo non chiedere anche tutti i beni materiali, di cui abbiamo bisogno.
    >> DIO: Si anche questo va bene. Puoi chiedermi tutto quello che desideri, basta che tu mi veda un Padre amoroso, quale realmente sono. Però, ti raccomando, quando mi chiedi il pane, ricordati anche di quelli che non ne hanno.
    Ma Io sono molto interessato alla ultima parte della tua preghiera, continua…
    >>  IO: “RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI….”
    >> DIO: e il tuo fratello disprezzato?
    >>  IO: Ascolta, Signore! Questo fratello non è poi tanto un fratello; egli mi ha criticato tante volte, dicendo cose non vere. Ora proprio non mi sento di perdonarlo. Ho proprio bisogno di una giusta vendetta.
    >> DIO: Ma …e la tua preghiera?. Cosa intendi dire con la tua preghiera? Tu mi hai chiamato e Io sono qui; desidero che tu da questo momento venga fuori trasformato: ti voglio onesto e sincero. Però non sei capace di liberarti del peso della tua ira che conservi nel tuo intimo. Mi capisci?
    >>  IO: Io capisco che mi sentirò molto meglio quando mi sarò vendicato. Così potrò cancellare il torto ricevuto.
    >> DIO: No! Tu ti sentirai peggio. La vendetta non è buona come può sembrare. Pensa alla tristezza che causeresti in Me! Pensa alla tua tristezza di ora e pensa che dopo sarà ancora peggio! Io posso cambiare tutto per te. Basta che tu lo desideri.
    >>  IO: Puoi? Ma in che modo?
    >> DIO: Perdona al tuo fratello e Io perdonerò a te e ti farò sentire la gioia di saper perdonare e di essere perdonato. Allora la tua coscienza potrà veramente gustare leggerezza e gioia.
    >>  IO: Però, Signore, come posso perdonarlo? Mi sembra impossibile!
    >> DIO: Allora, se così è, non chiedermi perdono neppure per te stesso!
    >>  IO: No! Ti prego, Signore, non negarmi il tuo perdono! Io solo desidero una piccola vendetta, anche per far capire a questo fratello che ha sbagliato. Ma ora… va bene, Signore! Va bene: perdono a tutti, non voglio vendetta! Ma tu, Signore, aiutami! Mostrami il cammino da seguire!
    >> DIO: Figlio, questo che chiedi è meraviglioso. Sono molto felice con te. Vedo che mi stai ascoltando. E tu, dimmi, cosa stai provando nel tuo cuore? Come ti senti?
    >>  IO: Bene! Molto bene! A dire la verità, non mi ero mai sentito così bene. È veramente molto bello parlare con Dio.
    >> DIO: Ora terminiamo la preghiera… prosegui…
    >>  IO: “…E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE, MA LIBERACI DAL MALE…”
    >> DIO: Eccellente! Continua a fare esattamente questo, però non esporti in  situazioni in cui tu possa essere tentato…
    >>  IO: … e ora…  cosa intendi dire con questo?
    >> DIO: Non devi andare in compagnia di persone che ti spingono a compiere azioni disoneste, occulte, non lecite. Abbandona la cattiveria, abbandona l’odio. Tutto questo ti porta sulla strada sbagliata. Non devi usare questi mezzi nemmeno nei casi di emergenza, mai.
    >>  IO: Non Ti capisco.
    >> DIO: Chiaro che capisci! Hai già fatto questo con Me varie volte. Vai per la strada sbagliata e poi corri da Me a chiedere aiuto….
    >>  IO: Mi vergogno veramente, perdonami, Signore!
    >> DIO: Certo che ti perdono! Io perdono sempre chi è disposto a perdonare a sua volta. Però, d’ora in poi, quando deciderai di chiamarmi, ricordati di questa nostra conversazione, medita ciascuna parola che dici. Ora finisci la tua preghiera.
    >>  IO: Finire? Ah, si: “AMEN!”
    >> DIO: …e cosa vuol dire “Amen”?
    >>  IO: Non lo so. È  il finale della preghiera. Penso che significhi “Va bene”.
    >> DIO: Devi dire ‘Amen’ quando accetti tutto quello che Io comando, quando concordi

    con la mia volontà, quando segui i miei
    comandamenti, perché ‘Amen’ significa “Così sia” e tu, quindi, sei d’accordo con quanto dici e chiedi con la tua preghiera.
    >>  IO: Signore, io Ti ringrazio veramente per quanto mi hai insegnato su questa preghiera e grazie anche di avermi data la gioia di comprenderla.
    >> DIO: Io amo tutti i miei figli, ma soprattutto amo quelli che Mi chiedono di uscire dall’errore, quelli che desiderano liberarsi dal peccato. Ti benedico, figliolo! Rimani nella Mia pace!
    >>  IO: Grazie, Signore! Sono molto felice di sapere che Tu sei mio amico, che Tu sei il
    mio Padre e che io sono Tuo figlio. Aiutami, Padre, ad essere sempre Tuo figlio. Amen.

    Ho fatto mio in buona parte un discorso di un fratello anonimo, trovato in internet, in lingua spagnola. L’ho tradotto liberamente con parole mie; in parte l’ho riveduto e ampliato, in quanto mi è sembrato un messaggio molto bello, da non lasciare in internet, a disposizione di pochi fortunati navigatori.
    Ho aggiunto in fondo il mio nome, non per vendicare la paternità dello scritto, bensì per iniziare, con te, fratello, con tutti i fratelli del mondo, stretti mano nella mano, una interminabile fila, o meglio un girotondo, e insieme pregare “PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI…!!!”

    Gian Canio Elefante
    g.canyon@tin.it

    San Miniato, 25 Aprile 2008

    After the break of August 15 I’m going to finish the project clone of Fuzz Factory, which I renamed Fuzz Factory Outlet. I rethought the project pcb on perfboard. I only hope I will not give too many problems with debugging, and that today with the Palio competition the Nicchio, my contrada favorite, although I’m not Sienese …

    PS = if the project goes well, I edit the post adding schemes and layout.

    PS2 = how many of you have never heard of guitar effects for yourself? There is someone who has already experienced the world Do It Yourself?

    PARTE 1:

    mi faccio un dominio per i fatti miei, perché è più comodo dare ai propri amici un url del tipo www.ilramingo.org, con tanto di posta elettronica personale.

    Al di là delle altre 1000 e più valide motivazioni, vi è anche quella che mi fa sentire mediamente al sicuro dallo SPAM.

    PARTE 2:

    Grazie allo spam, che ogni giorno a centinaia di mail mi accarezza l’intelletto, ho scoperto che:

    1 - devo essere da un punto di vista del dna molto vicino a Rocco Siffredi, perché non ho bisogno dei rimedi che mi allunghino l’amico delle mie notti brave;

    2 - devo probabilmente avere delle disfunsioni, perché certe volte se non prendo il Cialis o il Viagra, si batte la fiacca e l’amico TIR diventa un 2 assi;

    3 - devo essere così canuto e vecchio che ho bisogno dei mitici e favolosi rimedi senza dei quali seccherei come un arbusto nel deserto;

    4 - anche se ho la veneranda età di 250 lustri, sto in tiro molto meglio di Dorian Gray;

    5 - meno male che gli efficienti e zelanti impiegati di banca e istituti di credito mi ricordano che sono così coglione da lasciare i miei dati in giro, per la filiale;

    6 - meno male che sono così povero in canna, altrimenti mi avrebbero regalato migliaia di dollari perchè degli sconosciuti, mi vogliono bene;

    7 - devo avere un lato nascosto del mio carattere, se mi piace così tanto, ma proprio tanto godermi una ch…. di una star famosa con il mandrillo di turno;

    8 - devo avere, in base a quello che ho detto, una insana passione per il porno d’autore, e un culo tremendo, se le migliori cantanti e star dello spettacolo, vorrebbero vedermi godere insieme a loro. Ma perché sono così cretino da stare ancora a casa a sgobbare come un matto? La vita…

    9 - devo essere anche misogino e sessuofobo, se ci sono tante amiche mie, soprattutto straniere, che vorrebbero mostrami le loro grazie, ed io che per cuccare spendo soldi in pub e locali, profumi e vestiti, cosa c’è di più semplice di una porno-trombo-amica?;

    10 - devo essere fortunato ad essere maschietto, perché se ero donna, mi perdevo tutto quel ben di dio di Rolex, Viagra, porno on demand, e gratis, grazie a te, IMMENSO E GRANDIOSO E QUANTO UTILE SPAM.

    PARTE 3:

    Lo sfogo finisce qui, fatelo girare per favore, fatelo diventare SPAM. Ormai ho solo quello in mente. Ma che cosa avete capito, ragazze? Lo spam…

    Questo post puoi leggerlo anche sul mio blog in Virgin Radio Italy

    Come dicevo sul forum, ieri ho fatto da tecnico di palco a un chitarrista che ha 1/3 della mia età… Certe volte la vita!!!
    Comunque ho testato su palco il prototipo dell’MXR DISTORTION + da me medesimo modificato.
    Appena ho una manciata di minuti a disposizione vi spiego che genere di modifiche ho apportato. Una di queste, un banale led ad alta luminosità che illumina per 2 metri il par-terre del palco. Il suono? Cattivo al punto giusto. Merito dell’opamp stocked e di una diavoleria studiata, al germanio, comunemente detta diodo 1N4148…
    Bhè tecnicismi a parte, gnocca a parte, kebab a parte e lager alla spina a parte, tutto sommato sono stato molto soddisfatto della seratina. Dopo aver smontato il tutto e caricati i veicoli da trasbordo, io, il batterista della band (anche lui ha 1/3 dei miei anni), il padre e il bassista (18 anni a breve) siamo andati in un paese vicino a salutare il maestro di batteria di Rosario (così si chiama el niño) che suona con i Tarantolati di Tricarico. Era da due anni che non li ascoltavo. Il livello si è alzato di parecchi *decibel*. Il viaggio mentale cominicia. Notte bianca, fredda, la ballerina di pizzica, i ragazzi scatenati sotto, i decibel che ti massaggiano gli organi interni con cura (si sà, i benefici che danno i decibel sono superiori a quelli delle macchine delle televendite, no???), ritmi antichi, quasi tribali, celtici, greci, arabi, ebraici, segno del passato di una terra chiamata Lucania… Bzzz, mi riprendo. Ehi la maggior parte dei musici dei Tarantolati, li conosco!!! Suonano in varie band rock, blues & affini. Ma cosa ci prende, a noi rockettari? Il ballo di San Vito?
    Massì, una birra e si va nanna. Solamente le 3:05. Regolare no? Come il battito di un cuore… Tutti dormono, io no. Sto pensando a come modificare una vecchia radio a transistor per ascoltare nel laboratorio i “veri” suoni degli ospiti di Virgin Radio. Ma quando ho conosciuto Virgin Radio, non potevo passare un guaio? :-D

    Questo post è stato scritto anche sul blog di Virgin Radio. Puoi leggerlo cliccando qui

    Virgin Radio, ed è subito rock!

    Grazie a Francesco ‘Frank’ Benedetto, il quale mi ha detto che quella chimera che ascoltavo di tanto in tanto, che prende a mala pena, era Virgin Radio.

    Dalla latitudine la quale ascolto Virgin, mi sintonizzo su 95.6 Mhz, e godo…

    Mi ci  son registrato e ci ho anche un blog…

    http://ilramingo.blog.virginradioitaly.it//

    Quando scappa, scappa. Cosa? La pazienza. E non se ne può più. Di gente che parla di cose che non conosce affatto. Io preciso che non sono un esperto, ma quantomeno quando un arabo mi parla di problema Mediorientale, ci vado piano col prendere delle posizioni sciocche. Leggete questo post, alla parte dei commenti per capire quale leggerezza ha portato un blogger che si picca di essere Dirigente provinciale del Partito Democratico, a usare come avatar Marghouti. Tanto di cappello per lui, ma quando si fa politica, in Italia, c’è gente che dimentica che quando parla, parla anche a nome di altri, che nella fattispecie corrispondono ai propri votanti. Vogliamo fatti, non chiacchiere…

    http://sergioragone.ilcannocchiale.it/post/1974717.html

    E così, c’è voluto tanto tempo, ma alla fine ho realizzato il mio primo effetto interamente progettato con le mie mani ed il mio cervello!!! Qui sotto il primo di una serie di schemi che nel tempo spero si aggiungeranno a questo. Si chiama Zitronen Boost perché il suo involucro sarà la scatola di alcune caramelle al limone. Dato che si tratta di un prototipo, appena avrò delle foto utili ve le mostro. Ma vorrei mostrarvi la realizzazione del progetto completo appena avrò messo a punto la pcb ed il relativo bromografo casalingo. Un passo per volta. Per il momento inserisco la mini dello schema. Cliccando su potrete vedere lo schema nelle dimensioni originali. Fatemi sapere cosa ne pensate!!! Ah, altra cosa: potevo utilizzare tranquillamente eagle, ma ho preferito geda, essendo amante del software libero. Per progetti poi non così complessi come questo, eagle non è che serva molto. E poi dato che sono italiano, anglofono sì, ma tengo conto che se qualcuno di voi si vuole cimentare con il discorso ha bisogno almeno del layout in italiano. Cosa che geda ha. Manca ancora una documentazione buona in italiano per eagle. Nel frattempo godetevi i risultati delle mie settimane di assenza…

    Zitronen Boost Schematic

    E’ con piacere che inserisco il manifestino della manifestazione di bellezza che è ritornata ai lustri di un tempo da alcuni anni a questa parte nel mio paese, Albano. Chi può ascolti Miss Sarajevo di Bono Vox e i Passengers. Per chi decide di partecipare, una suggestione personale: pensate a quante ragazze nel mondo non possono permettersi di sfilare e mostrare la loro bellezza perché non sono libere di farlo. Per necessità economiche o di stato. Quando telefonate agli organizzatori dite che siete passate per il mio blog. Sarei ben contento di avere una miss madrina del mio sito.

    Sono settimane che studio l’elettronica audio. Primi passi? La modifica del Distortion + MXR della Dunlop. Sono telegrafico perché devo ancora documentare il tutto. Ma appena ho le foto vi mostrerò come. Dicevo. Un condensatore ceramico vintage, della Philips, mi ha reso cremoso il suono del pedale, che è un fuzz, e a parere personale, soprattutto i suoni bassi risultano più grossi e profondi. Per i samples audio, bhè, devo trovare prima una persona che abbia l’effetto originale e poi registrare sulla stessa attrezzatura, la differenza.
    In quest’ultima settimana ho realizzato insieme a Federico Sarli, fido collaboratore in fatto di elettronica (disordinato ma più testardo di me nel voler riuscire ad ottenere risultati valenti), il primo classico progetto: un clone del mitico Dallas Range Master.

    Il progetto è ancora in fase di testing visto che non avendo transistor OC44 o similari a disposizione stiamo cercando di capire come ottenere lo stesso suono utilizzando alcuni transistor al germanio NPN come i BC377, BC440-5, AF106. Il problema è che i datasheet non si trovano (faccio appello qui nel caso qualcuno di voi ne abbia qualcuno), e quindi dobbiamo basarci esclusivamente sul valore hfe dato dal tester, e da tanto e ottimo orecchio. Capire come suona un progetto al di là delle specifiche tecniche è fondamentale, visto che dei tanti mods proposti per il Distortion + alla fine abbiamo utlizzato tutt’altra configurazione. Un progetto appena realizzato, simpatico e per il momento ancora in fase di testing è il Vox Treble Booster. Per il momento abbiamo usato con successo dei BC 204 B della SGS. Appena troverò il transistor originale proverò le due varianti e farò registrare dei samples…

    E la caccia, continua…



    What do I want to be today?, inserito originariamente da tightsqueez.

    What do I want to be today?
    Questo il titolo della foto presa da flickr.com.
    Reportage di guerra, e scene di vita quotidiana. Il tutto con la “telemetrica” per eccellenza. Su ebay la si trova a 2000€ circa, ma se si considera che monta le ottiche M-series, è un sicuro investimento che si colloca tra il passato ed il futuro. Il ponte necessario quando di rullini non ce ne sarà più ma serviranno ancora fotocamere in grado di scattare foto con la F-maiuscola…

    Ritorno al blog dopo essermi dato per disperso.
    Il motivo è molto semplice: una full immersion nell’elettronica audio tutta dedicata a migliaia di pagine in inglese da consultare su come realizzare stompboxes FX e tube amp.

    -Ah?

    Effetti per chitarra a pedale e amplificatori valvolari.

    -Ah…

    Ora posso tornare al web, dato che nel tempo libero reale sono alla ricerca di transistor al germanio e condensatori anni ‘70. Il tutto per realizzare una mia effettistica boutique e un paio di amplificatori ormai quasi introvabili e ibridi: Hiwatt e Marwatt. Certo, per chi conosce il mondo delle valvole sa che non è semplice settare il bias delle valvole, e che autocostruirsi una testata compresa di chassis, tolex e maniglie costa quasi quanto una originale. Appunto, quasi. Ma la compensazione sta nel fatto che la qualità del suono aumenta in maniera esponenziale, è tarata secondo le esigenze o i gusti personali, e poi permette di fare un discreto passo avanti nella conoscenza di una materia che è a cavallo tra la tecnologia pura e l’arte. A presto, in questa categoria potrete leggere cosa sto architettando…

    Ho realizzato una versione molto grafica del sito ilramingo in flash.

    Ovviamente mi sono avvalso degli ottimi strumenti messi a disposizione da wix.com.

    Devo dire che nonostante la mia avversione per flash, causata principalmente dalla mia fermezza sui principi della web-usability, è molto carino giocare con la multimedialità, a tutto discapito dell’osservatore, il quale, il più delle volte, naviga nel web ma senza essere geek…

    Qualcuno di voi avrebbe sicuramente giocato meglio, ma come?

    [Event “Computer chess game”]
    [Site “laptop”]
    [Date “2008.04.09″]
    [Round “-”]
    [White “gianluigi”]
    [Black “Crafty-20.14″]
    [Result “0-1″]
    [TimeControl “40/300″]

    1. Nc3 d5 2. Nf3 Nf6 3. g4 Bxg4 4. Bg2 Nc6 5. d4 e6 6. Bg5 h6 7. Bh4 Bb4 8.
    a3 Bxc3+ 9. bxc3 g5 10. Bxg5 hxg5 11. Nxg5 Qe7 12. Nf3 O-O-O 13. O-O Qd6
    14. h3 Bxh3 15. Bxh3 Rdg8+ 16. Bg2 Qf4 17. Qd3 Rxg2+ 18. Kxg2 Qg4#
    {Black mates} 0-1

    Ho pubblicato sul wiki un articolo su come scompattare i files .zip a linea di comando.

    Segui questo link per leggerlo.

    http://www.ilramingo.org/doku.php?id=programming:scompattare_.zip-a-linea-di-comando

    Ieri ho sforato i 100000 visitatori del sito!!!

    Un bel risultato visibile qui.

    Cosa dire?

    Uno, nessuno, centomila. A seguire alcuni abstract nati dalla mia mente e dal mio vivere quotidiano. Spero nel tempo di essere sempre più seguito. E soprattutto di tracciare un segno visibile tra i miei compaesani sparsi nel mondo. Perché non so voi, ma io mi sento cittadino del mondo, anche tra montagne lontano dalle aree più in.

    Un grazie sincero a tutti i lettori. A breve il blog diventerà bilingue…

    “Che cosa ne pensa della principessa Martha-Louise?”
    Il giornalista norvegese mi stava intervistando sulle rive del lago Ginevra.
    Normalmente mi rifiuto di rispondere alle domande che esulano dal contesto del mio lavoro, ma in questo caso la sua curiosità aveva un motivo: la principessa, sull’abito indossato in occasione del trentesimo compleanno, aveva ordinato di ricamare i nomi di varie persone che erano state importanti nella sua vita, e tra questi c’era il mio.
    (Mia moglie ritenne l’idea così buona che decise di fare la stessa cosa per il suo cinquantesimo compleanno, mettendo la dicitura “ispirato dalla principessa di Norvegia” in un angolo del suo vestito).
    “La ritengo una persona sensibile, raffinata e intelligente”, risposi. “Ho avuto l’occasione di conoscerla a Oslo, quando mi presentò a suo marito, scrittore come me.”
    Feci una pausa, ma dovevo proseguire: “Ma c’è una cosa che davvero non capisco: perché la stampa norvegese ha iniziato ad attaccare l’opera letteraria di suo marito dopo il matrimonio? Prima le critiche erano favorevoli.” Non era esattamente una domanda, bensì una provocazione, poiché già immaginavo la risposta: le critiche sono cambiate perché le persone provano indivia, il più amaro dei sentimenti umani.
    Il giornalista, tuttavia, fu più sofisticato di quanto credessi. “Perché ha violato la legge di Jante.” Ovviamente non ne avevo mai sentito parlare, così mi spiegò di che cosa si trattava. Proseguendo il viaggio, mi resi conto che in tutti i paesi della Scandinavia è difficile trovare qualcuno che non conosca questa legge.
    Nonostante esista fin dall’inizi della civiltà, fu ufficialmente enunciata solo nel 1933 dallo scrittore Axel Sandemose nel racconto Un rifugiato oltrepassa i suoi limiti.
    La triste realtà è che la legge di Jante non si limita alla Scandinavia, è una regola applicata in tutti i paesi del mondo, sebbene i brasiliani dicano “da noi non succede”, o i francesi affermino “nel nostro paese purtroppo è così.” Poiché il lettore potrebbe già essersi irritato perché ha letto più di metà dell’articolo senza sapere cosa sia la legge di Jante, la vado a riassumere, con parole mie. “Ricorda che non vali niente, che ciò che pensi non interessa a nessuno, e che la mediocrità e l’anonimato sono la scelta migliore. Se ti comporti così, non avrai mai grandi problemi nella vita.
    La legge di Jante mette a fuoco, nel suo insieme, il sentimento di gelosia e invidia che a volte provoca così grandi mal di testa alle persone come Ari Behn, il marito della principessa Martha-Louise. Questo è uno dei suoi aspetti negativi, ma esiste qualcosa di molto più pericoloso. E’ grazie a lei che il mondo ha potuto essere manipolato in tutti i modi da gente che non teme il giudizio degli altri, e riesce a fare tutto il male che desidera. Abbiamo appena assistito in Iraq a una guerra inutile, che continua a costare molte vite; vediamo un grande abisso tra i paesi ricchi e quelli poveri, ingiustizie sociali dappertutto, violenza incontrollata, persone che sono obbligate a rinunciare ai loro sogni a causa di attacchi ingiusti e vigliacchi.
    Prima di dare inizio alla Seconda Guerra Mondiale, Hitler diede vari segnali delle sue intenzioni, e quello che lo fece andare avanti fu il sapere che nessuno avrebbe osato sfidarlo, a causa della legge di Jante. La mediocrità può essere confortevole, finché un giorno la tragedia bussa alla porta, e allora le persone si domandano: “Perché nessuno ha detto niente, quanto tutti vedevano ciò che sarebbe successo?” Semplice: nessuno ha detto niente perché hanno fatto tutti come loro. Quindi, per evitare che le cose vadano sempre peggio, forse è venuto il momento di scrivere l’antilegge di Jante: “Tu vali molto di più di quel che pensi. Il tuo lavoro e la tua presenza su questa terra sono importanti, anche se non ci credi. Ovvio che, se la pensi così, potrai avere grandi problemi per aver violato la legge di Jante, ma non lasciarti intimidire, continua a vivere senza paura, e alla fine vincerai.”

    (Tratto da Io sono come il fiume che scorre, di Paulo Coelho)

    from Bombacarta

     

     

    Path

     

    di Antonio Spadaro

    http://www.bombacarta.com/blog/wp-trackback.php?p=679

    Scrive Giuseppe Benedetto su http://factory.wavegroup.it/blog/trackback/save_trackback?id=87

    un interessante articolo su OpenOffice e PDF. Una delle punte avanzate degli albanesi illustri nel web finalmente scrive…eheeheheh

     

    Giuseppe Benedetto - Codice 13/03/2008

    Openoffice.org può essere utilizzato in sostituzione di Adobe Acrobat Professional per creare dei pdf con campi editabili, con il vantaggio di poter sfruttare uno strumento open source e di poter ottenere gli stessi risultati di Adobe Acrobat Professional, ovviamente maggiore è la sua conoscenza e migliori saranno i risultati.

    Dopo aver creato un modulo pdf la seconda fase consiste nel creare un file dati tipo fdf, per far questo ci sono diverse funzioni in vari linguaggi e passarlo al modulo attraverso pdftk.

    Per il download e le istruzioni su questo strumento consulta il sito.

    Di seguito sono elencati alcuni passaggi per creare il modulo pdf, dando risalto all’inserimento degli oggetti da utilizzare per creare i campi modificabili.

    Il componente da utilizzare è “Form Controls”, che può essere attivato dal menù View -> Toolbars -> Form Controls

    Form Controls mette a disposizione vari oggetti tra cui:

    • Check Box
    • Text Box
    • Label Field
    • Group Box.

    Tutti gli oggetti sopra elencati espongono delle proprietà alcune uguali per tutti altre specifiche per ogni oggetto. La proprietà Name, deve essere impostata per ogni oggetto inserito dando ad ognuno un nome diverso, il nome sarà poi utilizzato per valorizzare I campi del modulo, un’altra proprietà utile è “Font” che permette di specificare il tipo di carattere da usare e la dimensione.

    Check Box

    Questo oggetto ha la stessa funzione del checkbox html, permette di creare un campo da selezionare.

    Text Box

    Questo oggetto permette di inserire del testo, tramite la proprietà “Max. text length” consente di specificare la lunghezza del massima del testo, la proprietà Border il tipo di bordo, che può essere piatto, 3D o non visibile. Un’altra proprietà molto utile di quest’oggetto è Text type, questa permette di inserire il testo su diverse linee avendo cosi a disposizione un’area di testo (textarea).

    Label Field

    Permette di creare delle etichette da associare agli atri oggetti del modulo.

    Group Box

    L’oggetto Group Box può essere usato per creare una lista con opzioni a scelta singola. Selezionando questo oggetto OpenOffice apre un wizard dove nel primo passaggio è necessario indicare gli elementi della lista, nel secondo di specificare l’elemento della lista selezionato di default e nel terzo di associare un valore ad ogni elemento. Il terzo passaggio è molto importante, infatti I valori dovranno poi essere utilizzati in fase di creazione del file dati (fdf).

    Con gli oggetti sopra descritti credo sia possibile soddisfare buona parte delle esigenze richieste nella creazione di un modulo pdf, e comunque mi sono limitato a descrivere soltanto alcune delle proprietà disponibili. Una volta creato il modulo è necessario salvarlo in formato PDFdal menu File -> Export as PDF, è consigliabile salvare anche una copia in formato ODT da utilizzare come file sorgente per eventuali modifiche.

    Nella seconda fase è necessario creare il file dati fdf (Forms Data Format), per fare questo è possibile utilizzare qualsiasi linguaggio, comunque dal sito dell’Adobe è possibile recuperare altre informazioni.

    Di seguito trovate un esempio di creazione di un fdf scritto in Ruby per il Framework Ruby on Rails, da notare che la variabile di tipo Hash “data_to_fill” contiene per ogni coppia chiave e valore, nella chiave il nome del campo cosi come definito in fase creazione del modulo e nel valore il rispettivo contenuto

    A fianco di ogni coppia ho inserito un commento per indicare quale oggetto del “Form Controls” utilizza. Il PDF con I campi compilati viene inviato al browser. La funzione createFDF è stata presa in prestito dal sito wiki.rubyonrails.org

    class GeneratePdfController < ApplicationController
    
      def index
    
        data_to_fill = {"nome" => "Mario",    #Text Box
                        "cognome" => "Rossi", #text box
                        "trasferta" => "si",  # group box (un elemento della lista ha questo valore)
                        "linux" => "Yes",     #  Check Box
                        "ruby"  => "Yes",     #  Check Box
                        "descrizione" => "testo\nsu\npiu' righe"
                        }
        fdf = createFDF(data_to_fill)
    
        module_path = "/path/to/template/module/module.pdf" 
    
        pdf_output = nil
    
        pdf_output = `pdftk #{module_path} fill_form #{fdf.path} output - flatten`
    
        send_data(pdf_output, :type     => 'application/pdf',
                       :filename => 'test.pdf',
                        :disposition => 'attachment')
      end
    
      def createFDF(info)
        data = "%FDF-1.2\x0d%\xe2\xe3\xcf\xd3\x0d\x0a"; # header
        data += "1 0 obj\x0d<< " # open the Root dictionary
        data += "\x0d/FDF << " # open the FDF dictionary
        data += "/Fields [ " # open the form Fields array
    
          info.each { |key,value|
              if value.class == Hash
                  value.each { |sub_key,sub_value|
                      data += '<< /T (' + key + '_' + sub_key + ') /V '
                      data += '(' + sub_value.to_s.strip + ') /ClrF 2 /ClrFf 1 >> '
                  }
              else
                  data += '<< /T (' + key + ') /V (' + value.to_s.strip + ') /ClrF 2 /ClrFf 1 >> '
              end
          }
    
        data += "] \x0d" # close the Fields array
        data += ">> \x0d" # close the FDF dictionary
        data += ">> \x0dendobj\x0d" # close the Root dictionary
    
        # trailer note the "1 0 R" reference to "1 0 obj" above
        data += "trailer\x0d<<\x0d/Root 1 0 R \x0d\x0d>>\x0d"
        data += "%%EOF\x0d\x0a"
        afile = File.new("/tmp/rails_" + rand.to_s, "w") << data
        afile.close
        return afile
      end
    end
    

    Il principale vantaggio di questa soluzione è quello di poter disegnare il modulo da Open Office, molto utile se dobbiamo creare dei PDF per documenti “ufficiali” ad esempio fatture, buste paga, ecc… che richiedono una formattazione fissa, ed inoltre possiamo separare il lavoro di creazione del template dalla fase di inserimento dei dati.

    Ah, è da tempo ormai che non riesco a trovare tempo per un post. A dire il vero neanche per rilassarmi. Sarà colpa della primavera o di una graziosa miss che a prescindere da come andrà finalmente mi ha dischiuso i canali che da tempo avevo ostruito per una ripicca verso me stesso? Fatto sta che ho ripreso alla grande a suonare ed improvvisare, soprattutto in accordatura DADGAD, alla quale dedicherò prossimi sicuri post. Il fatto di maggior nota ora è che dopo quasi un decennio ho ritrovato una musa in grado di darmi la carica giusta. Troppi blues minori senza le muse. Troppe arie tristi e modi orientali e complessi nei miei assoli, al punto da apparire scarni e privi di significato durante le sessioni con gli amici. Per intervenire Maurizio, dandomi un prontuario delle scale standard, vuol dire che ero arrivato alla frutta della sperimentazione orecchio-armonia-melodia. Benarrivata, my funny Valentine…

    Per inciso, lo ammetterò, mi piace giocare con la mente. Chi legge bene il post precedente capirà che ho gettato la spugna con una tipa. Già ma chi lo legge attentamente troverà un altro significato a quello che veramente volevo dire a quella tipa. Sarà per la mia mania di organizzare sempre cacce al tesoro, ma vediamo se c’è qualcuno che riesce a trovare la soluzione….

    Maledetta dedizione al dovere. Muoiono a causa di ciò eroi in battaglia. E anche le migliori storie della nostra vita. Può capitare troppo tardi di cogliere l’attimo fuggente? E quante volte ancora, e poi ancora, busserà alla porta del mio cuore una persona e io le negherò asilo? Va bene, magari è venuta da me solo per cercare di rabberciare un rapporto ormai consunto con il suo ex. E se non fosse così? Se solo lei non avesse avuto il coraggio di ammettere di avere incontrato non un guaritore, ma una persona stanca di rifiutare l’allegria ed il brio che l’amore può dare? Ma capita sempre così. Dedizione alla missione, senza se, senza ma. Anche a costo di ritrovarsi di nuovo on-the-road. E allora via con l’aggressività, con il porsi su un piano difensivo, con l’attacco e l’abbattimento dei sentimenti che un’altra persona può vagamente provare per te. Perché? Perché tutto questo? Dedizione al dovere. Già, ma qual’è il mio vero dovere? Rifiutare di ammettere che non sono d’acciaio, che anche io provo ogni tanto dei sentimenti? Se sei in ascolto mia dama, non prendertela per questa. La prossima volta starò ben attento ad accettare un incarico pericoloso. Perché risolvere i problemi sentimentali altrui è avere a che fare con del materiale infiammabile. Prima o poi ti bruci. E salta in aria il laboratorio. Non ti telefonerò, non attenderò che tu mi dica oltre quello che il silenzio stesso sceso tra noi ha già detto. Va per la tua strada. Io per la mia. Vivrò con il rimpianto ma non con il rimorso di non aver fatto la cosa giusta. Come nel film “La foresta dei pugnali volanti - Shi Mian Mai Fu”, io correrò per la prateria senza voltarmi indietro. Ho combattuto con me stesso. La neve ha ricoperto il campo di battaglia. Buona vita, tanta felicità, mia dama. Il silenzio sceso tra noi mi impedisce di salutarti diversamente. Fianco destr, march!!! Tambourine man, portami verso un nuovo campo, fammi dimenticare chi sono e da dove vengo, la mia storia personale, dammi la cadenza giusta, per andare solamente avanti e non voltarmi indietro….

    Ci sono passioni che nel corso degli anni della vita di un uomo non cessano mai di esercitare il loro fascino. Prendiamo ad esempio il ferrmodellismo… Ah? Volgarmente l’hobby del trenino elettrico. Io vado matto per i trenini elettrici. Ma pare che non sono l’unico. Bello alzarsi la domenica mattina, presto, fare colazione, scendere nel garage a ultimare il plastico. Avrò pensato a tutto? Ma sì, le montagne le faccio qua, il fiume a sinistra, il ponte metallico a più campate, materiale ferroviario di epoca III, di quando la rete ferroviaria non era elettrificata. Un ultimo ritocco, accendo il pannello di controllo e il mio convoglio inizia a fare il suo percorso. E ora?
    Bhè ora potrei fare finta di avere una mia compagnia ferroviaria. Le darò un nome. Organizzerò la movimentazione dei treni, le merci, i passeggeri, gli orari. Farò il manovratore. Il trenino più bello è il mio. La ferrovia più efficiente è la mia. Fino al giorno in cui i miei vicini di casa non hanno realizzato un plastico anche loro… Allora bisognerà sbirciare il loro lavoro. Ops, magari avrò visto un pò troppo.
    Un dipendente della mia compagnia immaginaria che passa informazioni alla concorrenza!!!
    E ora? Il club dei ferrmodellisti cosa mi dirà? Che sono un incapace, a farmi sfuggire i trucchi su come far girare i trenini sul plastico simulando in maniera perfetta, scala H0, le ferrovie reali…
    Mi hanno tolto il mio giocattolo preferito. Come se non bastasse, ora anche l’altro vicino si è messo a giocare al ferroviere. Ma quanti manovratori ci saranno negli ormai affollati garage del mio palazzo? Ci sarà spazio per tutti questi abili strateghi? Bhè, se ritorno a modificare il mio plastico, può darsi di sì. Ci sarà spazio anche per le ferrovie francesi, tedesche, inglesi, spagnole. Huau!!!
    E pensare che volevo essere l’unico protagonista del gioco!!! Aveva ragione Freud, quando diceva che in ognuno di noi c’è sempre una parte di quel bambino che siamo stati. Tutti, ma proprio tutti!!! E allora viva i trenini elettrici!!!

     

    Ipod shuffle

    Non mi rimproverino le altre case costruttrici, o i Pinguini assoluti. Ma credo che sia difficile trovare un servizio di vendita e distribuzione di lettori mp3 più efficiente dell’Apple. Mi giunge una mail dicendo che l’ipod shuffle ora è in vendita a soli 45€. Non perdo tempo. Controllo subito sul sito e mi ritrovo a scegliere tra l’ipod (RED) edition e uno celeste. Il primo dopo poche ore era già esaurito e bisognava attendere 10 giorni per nuove scorte. Mi sarebbe piaciuto averlo per contribuire alla causa contro l’HIV in Africa, ma in futuro vuol dire che acquisterò l’ipod nano aderente alla stessa campagna. Ora avevo bisogno di questo piccolo gioiello del design e della tecnologia. Che farsene di tutto quello spazio (80 GB!!!) se quando viaggio o passeggio voglio ascoltare musica con un oggetto che ci si dimentica subito di averlo indossato? E poi il piccoletto non è così poco capiente… Per provarlo ho caricato 18 ore di musica e un audiolibro di Camilleri!!!

    Ma andiamo con calma. Telefono al customer italiano per sapere qualche info in più. Mi risponde una ragazza dal liete e gustoso accento inglese che mi spiega quello che voglio sentirmi dire, proprio nel modo giusto. Ritorno online, pago, scelgo l’incisione personale “Gianluigi Coppola www.ilramingo.org” e via! Non ho il tempo di controllare la posta che mi ritrovo con un ordine in elaborazione. Questo il martedì precena. Il mattino seguente il piccoletto è partito da Amsterdam e ieri (venerdì), alle 16 ora locale, mi bussa un impiegato dell’UPS consegnandomi il pacco!!! Incredibile!!! Più rapidi della Creative ( 4 anni fa presi un Nomad MuVo e furono comunque eccellenti, ma consegnarono solamente 1 giorno in più dell’Apple!!!), come loro spese e assicurazione a carico. Ma apro il pacco. La confezione è meravigliosamente disegnata con gusto, inutile descriverla. Resto allibito. Inserisco il dock nella porta usb e inizio a caricare il ragazzo. Tradisco l’Apple solo su una cosa: invece di usare iTunes per la prima volta, uso Amarok. C’è sempre lo spirito dell’hacking e del rischio calcolato. Carico una playlist. Ascolto.

    Vado in estasi? Sì. Non riesco a dire altro.

    Mai ascoltata una pulizia ed una qualità di volumi così alta, a parità di mp3 ascoltati sui più diversi supporti. Stamattina ho ricevuto la fattura via mail. Un’unico errore: come cavolo posso contattarvi per dirvi quanto siete stati efficienti e bravi?… Quasi hanno paura di ricevere complimenti, ah, assurdi. Dal design alla realizzazione, dalla vendita alla consegna sono stati impeccabili e poi esce fuori che non hanno che premure per me, il cliente? Li ammazzerei, troppo immodesti. Troppo efficienti, ma io ho trovato una falla… eh eh eh… Li chiamo per chiedere se fra qualche anno avranno ancora batterie per il piccoletto e li frego! Tac! Li spiazzo con un complimento… Cioè: hanno persino il servizio di customer per il ricambio delle batterie. Da buon amante dell’Open Source, devo capitolare: certe volte ci sono aziende che meritano le vette delle classifiche mondiali, in fatto di qualità. Se sono riusciti a convincere persone come me, che i loro prodotti sono una garanzia di affidabilità e cortesia, posso anche derogare al fatto che il DRM made in Apple sia alloggiato nel pargolo. Nell’era del Web 2.0 ho finalmente trovato il mio compagno ideale per stendere delle timeline e colonne sonore dei miei viaggi…

    Certe volte mi capita di inebriarmi di adrenalina a tal punto da sembrare e comportarmi da ubriaco senza aver bevuto affatto…
    Tipo ieri sera, poco prima di andare a cena al compleanno di Isa, una delle simpatiche canaglie del corso di catechismo… Provo e riprovo a suonare un brano di pizzica, dall’attacco di chitarra molto difficile, per timing e armonia. Erano giorni che studiavo quelle maledette prime 10 misure del brano, e di pomeriggio ad un certo punto…
    Zac!!! Parto e non mi fermo per quasi due ore… La musica stessa, stile minimalistico inizia ad alzare i giri del mio cervello.. “Maremma! Sono le otto e mezza e fra poco devo andare al compleanno”. Subito la doccia, che non calma l’adrenalina che scorre nel sangue.
    Risultato? Quando arrivo al ristorante ho un’aria strana. Balbetto e non riesco a mettere insieme i pensieri nel cervello. Dio, sto viaggiando!!!
    Siedo al fianco di Giuseppe, di fronte ho Mimma e Silvia, la fidanzata di Giuseppe. Le donne semiastemie, quindi io e Giuseppe abbiamo bevuto un litro in due di vino. Cosa normale, per una cena composita, no?
    Come al solito ho tenuto banco con le imitazioni, le battute al salnitro, così, per strappare dei sorrisi (dovrebbe essere una regola di vita, quella di far sorridere chi ci sta a fianco nella vita).
    A ore undici dalla mia visuale, un gruppo di liceali della peggior specie: i classici!!!

    Da ex-liceale scientifico mi ritrovo a pensare di essere ancora un tantino sciovinista nei riguardi dei “fratelli” del classico, ma lasciamo perdere…
    Giovanni, futuro medico o psicologo, troppo sognatore per diventare commercialista.
    Loredana, possibile volto da giornalista, aria timida ma tendente ad essere leader.
    Mariavittoria, occhi svegli, sembra tagliata per fare la pubblicitaria. Mmm, e la politica?
    Rosaria, in cerca di sicurezze, magari in futuro viaggiatrice e impiegata sempre pronta
    a fuggire…
    Odierni ribelli, futuri professionisti. Innocui. Come del resto tutte le simpatiche canaglie presenti al ristorante. Oddio, sto parlando da vecchio. Da vecchio no, ma da vissuto sicuramente.
    Bicchiere della staffa nel club di Luciano, Donato e Nicola. Poi ognuno a casa sua.
    Ma io in macchina, tolgo il cd dei Tarantolati e inserisco quello di Buddha Bar.
    Viaggio con l’auto ascoltando nella notte ghiacciata musica che mi rilassa e mi riporta ad uno stato adrenalinico normale. Peccato per i -23°C. Un record di stagione.
    Mi sembra di stare nella steppa siberiana. E m’illumino di meno…

    Ormai non ci credevo. Sono sviluppatore web dal 2000 e in questi anni ho smanettato con Perl, CGI in C, Php, Javascript, Python e ovviamente HTML, che seguo dalla versione 3.2. E che dire dell’XML? L’ho odiato subito, è stato odio a prima vista. Quel figlio ingrato dell’SGML che ha dato a calci in faccia all’HTML… grrr…. e i CSS? Signorili, in grado di farti recuperare notti insonni per una pagina dinamica… Poi la rivoluzione… Inizia con i CMS, i weblog (preconio del blog), il wiki… è il Web 2.0!!! Un linuxaro incallito come me, costretto a crearsi un accesso su MSN, abbandonando IRC e ICQ, perchè gli amici, si sa, vogliono che tu usi gli stessi strumenti loro… Poi, cedo, in predaad una crisi di nervi. E sia Wordpress. E sia dokuwiki. E sia il Web 2.0! Ora mi assale un nuovo tipo di fervore, quasi simile alla scoperta di Ubuntu, distribuzione della quale sono stato tra i primi italiani a provarla. Mi scrive Rocco Grippo: “allacciati a Twitter!”. E scopro che anche Barak Obama usa Twitter… mondo cane… ma siamo tutti democratici allora!!! Pubblicità occulta questa? Noooooooo… Ma grazie a Luca Girasole ora sono su Vkontakte.ru, poi grazie a Giancarmine D’Adamo su Badoo.com, grazie a Giuseppe “Tribunus” Benedetto su Gtalk, grazie a Giancanio “The Photography” Elefante su Yahoo Messenger, grazie a Roberto Agatiello su MSN, grazie a Rocco Grippo su Twitter.com, grazie ai ragazzi della Margherita di Basilicata su Ilcannocchiale.it, e poi?
    Ora cammino da solo, attraversando link come Facebook.com, Digg.com, Faithbase.com Contattimsn.com e chissà ancora quanti altri…
    Interattività, opinione, condivisione. La nuova società globale, non si è rifatta il maquillage. Semplicemente ha sfondato le curve delle società quotate in Borsa, le quali danno vita a progetti sul Web, per rendere il Web, uno dei Caffè più graziosi da frequentare… E Warol, nella sua teoria del quarto d’ora, aveva previsto l’onda del Web 2.0, con un errore di calcolo non indifferente… Ormai sul Web hai visibilità non solo per un quarto d’ora, ma di più…
    Basti guardare le statistiche di questo piccolo ed insignificante blog…
    Vi rendete conto che pensiamo di essere soli, ma non è così…
    http://www.ilramingo.org/webstat

    Red, yellow, green, blue, brown, that good things, the challenges, the promises, the spirit lifted, evil, what harm … A soundtrack signed by Buddha Bar compilation accompanies me in the study of numbers … Yes, the numbers, you understood own good!

    Certe volte, la vita è difficile.

    Difficile perchè pensare di poter vivere in eterno, è sempre stata la migliore illusione dell’uomo. Magari vivere potenti, leoni, negli agi più sfrenati. Sentendosi Dio, meglio di Dio. Ci creiamo un Pantheon in cui tutto fila liscio, tutto va bene, tutto è ok, il prezzo è quello giusto, la tipa è quella giusta, la macchina è quella giusta. E poi i viaggi, la celebrità, il sentirsi importanti solo perchè si ha un drink in mano.

    Ho pensato da tempo di creare un Pantheon, non una figura idolatra per celebrare gli uomini. Ma ne avevo bisogno, perchè ci sono figure le quali, con il loro semplice modo di vivere, distruggono tutti i castelli stupidi che ci ficchiamo in testa.
    Come non ricordare, per sempre, una donnina silenziosa e sorridente, dalle piccole mani,
    in grado di fare un pane e della pizza dal sapore antico, fragrante, semplice. Per una volta, ramingo, finiscila di fare il duro e ammetti che tua madre, la madre di Giuseppe e Francesco, le vostre madri, sono persone meravigliose, per il semplice fatto che ci hanno
    dato se stesse gratuitamente, hanno plasmato le nostre piccole manine in mani grandi, rugose e piene di peli. Le adorniamo di anelli, le nostre mani, pieghiamo la testa per entrare in certi posti, perchè il loro affetto e le loro cure, ci hanno fatto più alti di loro.

    Francesco cercava un tesoro, lo cercava nel sogno freddo del Nord. Smazzandosi dalla mattina alla sera. Dicendo sempre che non è facile, e trovando sempre in me la risposta pronta a rimproverarlo.
    Là dove è il tuo tesoro, là è il tuo cuore.
    Sognai una notte due mani che impastavano il pane. Piccole, veloci, esperte. Un sorriso e un pò di amore e quella pasta lievitava, cresceva, cuoceva, si faceva pane.

    O Pane degli uomini, fa che Teresa ora possa avere le mani piene della Tua farina. Perchè francescanamente ha vissuto con nobiltà la vita accanto alla sua famiglia. E non si è mai resa conto, nemmeno per un momento, di essersi distinta in battaglia con eroismo, con tenacia, facendo tremare il nemico, con onore.
    Dov’è o morte il tuo pungiglione? Eh? Dov’è? Ti ha battuto, con un sorriso, ed è ritornata nel Regno.
    Guadagnandosi un posto nel Pantheon di quelli che hanno reso con il loro esempio, splendido il vivere, perchè è con semplicità che si è felici. Sinceramente, grazie.

    Grazie o Dio, per avermi permesso di conoscerla. Non capita spesso di trovare valorosi soldati del Regno. Cercherò di ricordarmelo ogni volta che incontrerò il viso di una ragazza. Potenziali madri, potenziali soldatesse, generali, del Tuo Regno. Come la Tua, di madre. E tolto Te, Gesù, noi maschi abbiamo paura di loro, del loro coraggio. Mani che cercano mani. Alberi venuti da pianticelle.

    Si, abbiamo paura del loro amore, del loro affetto. Ci fanno sentire piccoli, bisognosi di cure e di attenzioni. Forse ci ricordano Te? E allora insegnaci a non avere più paura, e permettici di combattere con il loro stesso valore. Altro non riesco più a dire. Non c’è bisogno più di aggiungere altro. Manca solo un sorriso, che oggi, scusatemi Signò, non riuscirò a fare a Giuseppe e Franco. Sto correndo di nuovo nel bagno a non farmi vedere. A cercare di fare il duro, il coraggioso.
    Quello che volevo dire a te, a Canio, a Franco, Giuseppe, Luisa e Marisa lo dico qui.
    Perchè so che a voce non ci riuscirei mai. Daltronde, tu non hai sempre sorriso quando parlavo?
    E così ti voglio ricordare. Nel bene o nel male, darò sempre una sbirciata ai tuoi ragazzi.
    Tu vai a fare il pane. Te lo sei meritata, quella fetta di Paradiso.
    U’ c’mbagn d G’sepp.

    Listening to this song, you seem to be in Punjab … 7 minutes during which make a trip with your mind …

    aao huzoor tumko ,sitaron mein le chalo
    dil jhoom jaaye aise , bahaaron mein le chaloon ,
    aao huzoor tumko sitaron mein le chalo
    dil jhoom jaaye aise , huzoor aao,
    aaaa,aaaa…..
    hai re mere , daadia rabba…
    babul tere, kinane lejaania aye…
    hai ve mere , daadia rabba…
    mehlan vichon teri lado noeeee,
    chittiyan chittiyan…..
    babul tere..
    mehlan vichon… teri lado
    kinna jammiya , des to ud diyan
    chittiyan chittiyan…..
    vichon teri laado kinnane lejaania aye doeeee…..
    hai re mere , daadia rabba…
    babul tere, kinnane lejaania aye…
    hai ve mere , daadia rabba…
    mehlan vichon teri lado doeeee,
    chittiyan chittiyan…..
    babul tere..
    mehlan vichon
    vichon teri laado kinna jammiya , des to ud diyan
    chittiyan chittiyan…..
    vichon teri laado ( kinnane lejaania aye) doeeee…..

     

    Watch this video on Youtube at this link:

    http://www.youtube.com/watch?v=R0E3FgJ_mT4

    http://www.karuneshmusic.com/

    http://en.wikipedia.org/wiki/Karunesh 

     

    Pd in Basilicata

    Ieri sera, ci siamo incontrati iniziare a vivere insieme l’esperienza del PD. Adulti e giovani delegati territoriali e provinciali, insieme, quasi a lasciare un testimone da parte dei primi verso i secondi, per il futuro della politica ad Albano. Maggior impegno per le donne, una maggiore attenzione per le politiche giovanili, sembrano essere le linee guida del PD del nostro paese come risposta alla crescente indifferenza verso la politica, diventata ormai un’anima importante del movimento dell’antipolitica in Italia. La nostra prospettiva è quella di essere un partito della gente, nella gente, per la gente. Recuperare il senso dell’interesse comune a discapito dell’interesse particolare, è la mission che ci siamo dati. Attendiamo la data utile per la elezione dell’esecutivo, che ci verrà fornita dal coordinatore provinciale entro il 15 febbraio, per poi iniziare ad essere effettivamente operativi. Nel frattempo abbiamo iniziato a scaldare i motori…

    PS= il blog delle Dolomiti Lucane è già attivo (http://dolomitilucanepd.ilcannocchiale.it)

    Ascolto i Karunesh, mentre sono appena tornato a casa, dopo una pizza al Mozart, a Potenza. Scopo della pizza, riflettere sul senso politico di alcune persone, ma non è questo lo scopo della confidenza di questa notte. Nuvole lambiscono il pavimento stellato notturno mentre nella notte, ritorno in auto a velocità media. E mentre l’auto corre, i miei pensieri vanno ad una stanza del dipartimento dell’agricoltura, dove non si parla solo di politica, non si fa malaffare. Si parla di storia, bizzarra, di leggende di antichi ordini cavallereschi, e il castello di Brindisi mi strizza l’occhio mentre passo. Quanti bardi avrà ospitato un antichissimo castello, posto a guardia dei pellegrini che andavo in Terra Santa? Una persona dalla vispa intelligenza mi fa domande, è curiosa. Io rispondo lasciandole, il dubbio a largo margine, una porta aperta verso quella terra piena di castelli e misteri, fredda e piena di colori che non è l’Irlanda, ma la Basilicata. Nel frattempo lavorano alacremente Carmine, Carlo, Aurelio, Egidio, Gigi nell’altra stanza. Forse Cristina, starà pensando quando sia matto il tipo dal cappello peruviano e le sue strambe teorie. Ma questa serata magica la dedico a loro, al loro lavorare certosino e lieto, a dimostrare che la politica non è solo fatta di percorsi di perdizione, ma talune volte di attimi di collimazione tra passato, presente e futuro. Grazie.

    Per carità!!!

    Sabato scorso ho mobilitato i giovani del mio paese che sentivano proprio il problema creatosi con quei 67 docenti della Sapienza, e per senso di responsabilità oggettiva, ho letto in Chiesa la lectio magistralis che doveva tenere il Papa all’Università “La Sapienza” di Roma. Un paio di personaggi che si piccano di essere operatori pastorali hanno commentato la cosa il giorno prima come una “pagliacciata” che solo io potevo fare… Ma non si vergognano loro a dire una cosa del genere? Vanno in Chiesa e si comportano allo stesso modo di quei sapienti studenti e professori? Non c’è niente da fare, in Italia, potranno passare i secoli e i millenni, ma come dice Zucchero: “la mamma degli stolti e degli ignoranti è sempre incinta!!!”. Andatevene a casa, forse dal caldo delle vostre tane starete al riparo da minacciose pagliacciate quali una mite riflessione sul senso religioso o del perchè la ragione e la fede non sono necessariamente in antitesi. Evidentemente voi non avete dalla vostra nè la fede nè la ragione. Una delle due componenti avrebbe prevalso, prima di ironizzare su un’iniziativa che andava fatta. Almeno per rigor di verità.

    Ti lodo o Signore,
    perchè hai rivelato a noi piccoli
    le cose che ai sapienti danno fastidio.

    Ti lodo, laicamente, prosaicamente,
    perchè molto democraticamente ci hai
    creati liberi.

    Ti lodo, perchè fermi la mia mano
    che vorrebbe schiaffeggiare chi ti colpisce,
    come Malco, nell’orto degli Ulivi.

    Ti lodo, perchè nonostante ora mi vergogni
    di coabitare a centro sinistra con Boselli,
    mi fai comprendere che la strada è la preghiera.

    Ti lodo Signore, perchè sei così infinitamente
    buono e grande da averci comandato di perdonare
    i nostri persecutori,i quali, non sanno
    quello che fanno.

    E si piccano pure di essere
    più intelligenti degli altri.

    Ti lodo Signore, perchè sei pazzo,
    e hai reso chi crede in Te un pazzo,
    in questo mondo in cui
    normalità significa essere
    atei e anti-democratici.

    E’ un privilegio, perchè così non siamo costretti
    a pensarla come il resto dei normali.

    Perdonami Signore, perchè certe volte vorrei
    rispondere violentemente a chi ti offende,
    perchè certe volte penso che hanno dignità pari
    a quelli degli animali.

    Non ti adirare di me.
    Sono così pieno di vergogna che reagisco male.
    Ma sono sicuro che dall’Alto un giorno ci sorriderai
    di nuovo. Sorriderai di nuovo al popolo italiano.

    Per tutti noi, ti prego, fa che non dobbiamo più
    vergognarci della nostra appartenenza politica,
    del nostro impegno per la società e del nostro
    spirito di servizio incarnato, nel mio caso,
    nel partito democratico.

    Fa che non debba più spiegare ogni volta perchè sono
    cattolico e sto con i laici, fa che la ragione e la fede
    vadano d’accordo, fa che la smettano di chiamarci teodem,
    solamente perché pensiamo che l’uomo è al centro dell’Universo
    e che la vita è sacra perché non possiamo auto-darcela.

    Perdona coloro che vogliono auto-gestirsi, auto-formarsi,
    coloro che sono anti-clericali, per la libertà di offesa
    e di ribellione.

    Fa che sempre più nascano eroi, veri eroi, non ribelli.
    Poiché i primi imparano ad obbedire e a donare la propria vita
    per gli altri.
    I secondi imparano solamente a ribellarsi a qualsiasi cosa
    non sia stata pensata o fatta da loro.

    I primi, solo i primi, sono i veri rivoluzionari.
    I secondi al massimo, dei pericolosi agitatori.

    Non ridere di noi, per il fatto che siamo così piccoli
    nell’immensità dell’Universo
    da diventare prepotenti e
    volere più visibilità degli astri e delle galassie.

    Forse ci comportiamo così
    per paura di essere schiacciati
    dalle enormi forze che governano
    il più grande Mistero

    che in nessuna epoca futura e passata la scienza
    è stata
    in grado di spiegare
    dettagliatamente.

    Forse perchè si trascura il fattore “Dio”.

    Devo ammettere che il wiki è una tecnologia che non solo seduce e conquista, ma permette rapidamente di riorganizzare un sito utilizzando un wiki engine come un cms. E’ il caso di dokuwiki. In meno di 7 ore sono riuscito non solo a personalizzarmi un template, ma addirittura ho cambiato l’architettura del mio sito principale in pochissimi click, in un.. wiki!!!

    Il prossimo milestone sarà integrare dokuwiki e wordpress… Magari se mi arriva la benedetta ADSL potrà realizzare un sistema intra/internet per tutti i miei files personali ed altro. Siamo solo all’inizio.

    Cosa fare se il tuo fornitore di materiale elettronico è chiuso, ti trovi a km di distanza dal primo negozio in grado di fornirti di breadboard o circuito sperimentale e devi necessariamente testare un circuito prima di saldarlo?

    In questi giorni di bagordi e feste fino all’alba, ho pensato di realizzare un semplice e valido aiuto a chi come me non ha avuto tempo e modo di poter acquistare una breadboard. Ho preso una basetta millefori, due linguette metalliche qualsiasi; io ho preso due linguette di una vecchia cornice portafotografie; un box per cd vuoto, una morsettiera tipo “mammut” (non so come si chiami, ma i tecnici del centro sud la chiamano così, un pezzo di carta alluminio e alcuni fiammiferi privi della testa combustibile. Ho incollato con della colla cianoacrilica le due linguette che fungono da bus per il test dei circuiti, distanziate da alcuni fiammiferi che ho precedentemente dipinto da un lato di nero, per far risaltare al di sotto della millefori la loro presenza ed incollati al box cd con la cianoacrilica. Successivamente ho appoggiato con precisione la millefori sulla struttura in modo tale da far combaciare i fori parallelamente alle linguette e l’ho fissata al box cd con della colla a caldo. Ho inserito negli spazi rimasti tra le linguette e la basetta delle strisce di alluminio per fare da spessore e permettere un migliore contatto tra i componenti e il bus. Ho saldato alle estremità delle linguette due spezzoni di filo collegati alla morsettiera, anch’essa incollata a caldo sul box, e così, in meno di un’ora ho realizzato la mia bredboard da sopravvivenza, in puro stile Mc Gyver. A breve vi allego anche le fotografie della realizzazione.

     

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    Buddha fu un giorno minacciato di morte da un bandito chiamato Angulimal. “Sii buono ed esaudisci il mio ultimo desiderio”, disse Buddha. “Taglia un ramo di quell’albero”. Con un colpo solo di spada l’altro eseguì quanto richiesto, poi domandò: “E ora che cosa devo fare?”. “Rimettilo a posto” ordinò Buddha. Il bandito rise. “Sei proprio matto se pensi che sia possibile una cosa del genere”. “Invece il matto sei tu, che ti ritieni potente perchè sei capace di far del male e distruggere. Quella è roba da bambini. La vera forza sta nel creare e risanare”.

    Questo apologo della tradizione buddista, pur nella sua paradossalità didascalica, raggiunge il cuore di una verità importante. Il generale tronfio dei suoi successi militari, il politico orgoglioso delle sue conquiste, il ricco soddisfatto dei suoi possessi rappresentano sostanzialmente l’ottusità e la banalità . Distruggere, possedere cose, dominare sono atti di scarsa intelligenza, al massimo di forte furbizia. Non sono, comunque, né atti autenticamente umani né prodigiosi. La vera grandezza è nel creare e questo può essere fatto solo da chi ha amore e intelligenza. Lo scrittore russo Solov’ev affermava: “Ogni uomo racchiude in sé l’immagine del Dio Creatore. Questa immagine è riconosciuta in modo astratto attraverso la ragione ma è nell’amore che la riconosciamo e manifestiamo in modo concreto e vitale”. Distruggere e possedere sono l’esatto contrario del Dio Creatore che fa sbocciare la vita e l’essere e che lascia che le sue creature siano al di fuori di sé, persino capaci di opporsi a lui come nel caso dell’uomo. Un essere vivente è infinitamente più mirabile di ogni altra realtà e generarlo fisicamente o spiritualmente è un’avventura suprema. L’uomo non dev’essere orgoglioso delle sue vittorie e della sua potenza ma della sua capacità di creare e risanare. “Divento una persona - scriveva il filosofo mistico ebreo A.J. Heschel - quando abbandono il conquistare e possedere e comprendo il significato del ricevere e del dare e comincio ad amare e a contraccambiare”.

    – Mons. Gianfranco Ravasi, Mattutino, 20 marzo 1993, Avvenire.

    Non vedi quant’è bella?

    Chi? Lei? Ma sei impazzito? E’ del mio paese!!! Saranno anche gli occhi più belli della provincia, ma è più alta di te!!! E poi, poi insieme sembrate Tom Cruise e Nicole Kidman in capelli neri…

    Zitto tu, cervello! Che ne sai dei miei gusti? Non lo sai che da sempre, mi piacciono quelle più alte di me?

    Ma se le da fastidio l’odore del sigaro, per favore…

    Embè? Non lo sai che lo faccio apposta, perchè poi le persone devono odiarmi insieme a quell’odore di sigaro…va bene ok, quella puzza…

    Se non la smettono il mio cuore ed il mio cervello di infastidirmi mentre sogno ad occhi aperti ascoltando Wayfaring Stranger, prima o poi mi incavolo sul serio…
    D’accordo, mi piace (per dirla alla Totò mi piaciucchia) una ragazza dagli occhi chiari più alta di me. Ma questi due organi fanno sempre chiasso, mentre vorrei semplicemente essere per la route 66 con addosso un poncho e un dobro a cantare I am a poor, wayfaring stranger … Wandering through this land of woe … Yet there’s no sickness, toil or danger… In that bright land to which I go…
    Ok, d’accordo, interrompo un attimo di suonare… Il fatto è che bassa o alta, è sempre un pò aleatorio verificare se il tuo interesse verso una persona è egualmente ricambiato. Questo è il morale della favola, straniero…

    Ebbene sì, l’Umbria ha deciso che il Software Libero può rendere più efficiente le Pubbliche Amministrazioni. Chissà in quale secolo nella mia Regione (Lucania) si abbozzerà almeno in linea programmatica ad un intervento politico di tale rilevante statura…

    Per informazioni maggiori consulta questo link e quest’altro.

    Logo Dolomiti Lucane PD blog

    E’ attivo da poche ore un blog-hub per il Partito Democratico e l’area delle Dolomiti Lucane. Un hub non è altro che un connettore in grado di smistare verso un’unica fonte i dati provenienti da una rete a stella, questo nel gergo dell’informatica.
    Ma anche il Web2.0 e la politica hanno bisogno di contenitori adatti per raccogliere idee, progetti ed altro e renderli poi disponibili per altri territori o enti.

    Il link è http://dolomitilucanepd.ilcannocchiale.it.

    il cannocchiale

    Sabato scorso, dopo la donazione ormai quasi mensile della sezione AVIS di Albano, mentre mettevo in ordine i locali ho dato uno sguardo all’armadio. “Ehi, ma c’è un computer!!!”. Un vecchissimo PIII con 64 MB di ram e 8GB di hard disk. Compreso di monitor, mouse e tastiera inservibili e casse audio. Chiedo al presidente il permesso di portarlo a casa, per dargli un’occhiata. Pare essere in buono stato di conservazione. Ieri sera, invece di uscire ho preso allora una slackware 10.1 dal ripiano personale che chiamo museo del software e ho iniziato ad installare il sistema operativo. Le operazioni sono terminate bene, ho tolto il cd, et voilà !!! La vecchia cara slack che fa risuscitare anche i morti!!! Un ritocco al database mysql, che in questa versione della distro non so perché da sempre un messaggio di ending (in realtà non ho più approfondito l’argomento, dato che dalla 10.1 in poi sono passato tout-court alla Ubuntu). Comunque basta loggarsi come utente mysql ed eseguire lo script automatico che installa i database di prova, mysql_install_db. Con i Pink Floyd in sottofondo, mi metto a configurare Apache, Php e MySql, tenendo conto del fatto che sicuramente avis1 - è così che ho chiamato la macchina - non sarà mai collegata ad Internet. Questo rende sereno e semplice l’utilizzo e la realizzazione di un database generale dei donatori di sangue della sezione di Albano. In seguito, avendo più tempo a disposizione, scriverò su come criptare una parte di disco, ossia come rendere illeggibile il filesystem per gli utenti che non hanno accesso autorizzato. Con somma soddisfazione, sono lieto di aver realizzato un sistema di groupware a costo zero. Un esempio spero per chi voglia finalmente mettere in pratica il famoso motto “ridurre la spesa pubblica” alla voce informatica
    Go Slack!!!
    Slackware Linux: for a subgenious people Creative Commons License
    Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

    La ricetta di questo risotto, data la novità la rilascio in licenza Creative Commons…

    Ho pensato e sto sperimentando un risotto democratico, leggete qua la ricetta:
    In pratica faccio una fonduta all’arancia e curcuma, al posto della classica mantecatura del risotto, lo “risotto” in birra del tipo weizen e a decorazione finale una manciata di prezzemolo tritato fine…
    Cioè nella proposta di cucina (come la chiama un mio amico chef) ho inserito i colori del Partito Democratico. Il restrogusto dell’arancia lo rende simile al risotto al limone…

    La curcuma da un tocco di colore e un retrogusto originale.

    Provatela e fatemi sapere…

    Creative Commons License
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    Bhè sì, ogni tanto anche io esco per locali, e tra una nebbia e l’altra mi ritrovo a riflettere sul perché mi trovo ancora qui, in questo posto sperduto, solo, senza un petto su cui reclinare il capo quando magari ti va di parlare un pò sul senso dell’amore, oppure solo, perché magari qui ti senti dire solamente che fai cose sbagliate (cioè non penso solo al calcio, alle stupidate, ma mi do un senso compiuto, nelle cose che faccio). Serate in cui cominci dal pomeriggio a sorseggiare una Vecchia Romagna, poi più tardi un buon vino rosso, e per finire una grappa in barrique Maschio. Magari dopo aver distrutto mezzo mondo ad Hidden & Dangerous. E finisci con il pensare a quante donne hai avuto (non molte ma neanche poche) e quante potrei averne fuori di qui, fuori da questo girone, magari all’estero, perché si sà , il marchio italiano, in fatto di qualità , anche sentimentale, il fatto suo lo sa benissimo. E sulle note di In a sentimental mood pensi che salvo la barba di due settimane, sei proprio sexy… si magari fai arrapare le capre… Non sono tutt’una volta diventato volgare. Ma un giorno prima o poi finirò con il chiudere la partita a scacchi con l’università , con lo studio della chitarra e poi… poi partire, per poi tornare, dopo un pò di settimane e raccontare a tuo nipote, davanti al focolare, cercando di fare con lui un puzzle, di come mangiano il pesce a Mosca, oppure di come bevono la birra a Tijuana, oppure di come è fredda la notte della Steppa della Mongolia. Arriverà tale giorno, arriverà anche il giorno in cui farò queste esperienze con lui, e magari con lui, troverò una zia che gli piaccia, con la quale fare tanti piccoli scienziati pazzi…. sogni, puri sogni, ma in grado di tenere in piedi un ragazzo quasi trentenne sulla soglia di una pesante crisi di nervi…

    Perché magari qualche stronzo dopo trentanni passati ad Albano si è permesso di classificare le persone secondo le razze o le regioni di provenienza (per la cronaca sono mezzo campano, cioè da parte di madre sono originario della Campania, e quindi “impuro”). Non è la prima volta. E’ la seconda. La prima volta è stata la classica stronzata del secolo del tipo: “X, figlia mia, tu sei figlia ad un medico e ad un’insegnante, non puoi stare con Y, perché è figlio di gente normale”. Meno male che i miei non sono marziani. Avrei speso un patrimonio in cerone, per darmi un tocco più umano. Ma sono fortemente contento di essere stato educato da loro alla vita. Non mi faranno santo per le parolacce che ho detto finora. Dio sa però come sto, e se fosse qui con me, gliene canterebbe quattro.

    Ora a nanna, è tardi. Ah, ovviamente i marchi sopracitati, sono dei rispettivi proprietari. :-D

    Era da giorni che non postavo qualcosa. Non ho avuto tempo a disposizione per poterlo fare. Colpa, o grazie al Linux Day. Due giorni in cui è stato possibile parlare di Open Source, far vedere con mano cosa è Linux e cosa è possibile fare con esso. Abbiamo installato la Ubuntu 7.10, discusso di vari argomenti, anche riguardanti il panorama legislativo e amministrativo della nostra regione. Tirando le somme, un risultato che al di là del numero, una decina in tutto tra appassionati e nuove leve, non potevo prevedere quando abbiamo deciso di organizzarlo. Nelle prossime settimane inizieremo a tenere dei corsi su Informatica generale, programmazione, elettronica ecc. Ovviamente documentando il tutto anche per chi non può essere fisicamente nella sede del GulDo…

    Logo del GulDo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il Gul.Do, Gruppo Utenti Linux delle Dolomiti Lucane, annuncia che quest’anno per la prima volta si terrà il Linux Day 2007 il 26 e 27 ottobre 2007 ad Albano di Lucania, in provincia di Potenza. Per il programma dettagliato dell’evento clicca qui

    Regole del Fight Club

    • Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club.
    • Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club.
    • Terza regola del Fight Club: se qualcuno si accascia, è spompato, grida basta, fine del combattimento.
    • Quarta regola del Fight Club: si combatte solo due per volta.
    • Quinta regola del Fight Club: un combattimento alla volta.
    • Sesta regola del Fight Club: niente camicia, niente scarpe.
    • Settima regola del Fight Club: i combattimenti durano tutto il tempo necessario.
    • Ottava regola del Fight Club: se è la vostra prima sera al Fight Club, dovete combattere.

    Fight Club

    Non sono un maniaco del cinema, anche perché quando ho tempo libero, preferisco uscire con gli amici e andare per pub, anzicché rinchiudermi in una sala cinematografica. E poi ora con i dvd, un videoproiettore, un sistema dolby il gioco é fatto. Ti spari i film come e quando vuoi tu. Fatta questa precisazione, non avevo mai visto il film Fight Club, fino a ieri sera. Non racconto la trama perché c’è sempre il solito bacchettone della comitiva che ti anticipa tutti i film, che odio!!! Comunque, un film allucinante, dalla locandina del dvd pensavo a un film tutto botte e tecniche orientali, invece no. Un viaggio nel mondo più nascosto e profondo del nostro Io. Mi ha fatto riflettere. Al di là delle scene o delle scelte del regista. Una buona metafora della follia umana, un nuovo Hitler che conduce la civiltà allo sbaraglio. Un film da vedere, e per chi lo ha già visto, da rivedere.

    Sostegno ai manifestanti del Myanmar, detto anche Birmania… Free Burma!

    Sottoscrivi questa iniziativa, per liberare il mondo dalle barbariche dittature militari…

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    Ho appena letto con sdegno gli articoli riguardanti la battuta infelice di Padoa Schioppa, ministro dell’Economia, sui bamboccioni che devono andarsene di casa. Io sono uno di quelli. Non per scelta. Ma per necessità . Mi associo a Veltroni (vedi l’articolo di Repubblica). Si commenta da solo il ministro. Plausibili le proteste da ambo i lati del Parlamento e annessi movimenti giovanili. Ancor meno quei bacchettoni dei Giovani Socialisti i quali hanno approvato le sue parole. Ma su quale pianeta abitate, eh? Ma avete la fotografia reale della situazione del Paese? Signor ministro, sia utile alla collettività : faccia controllare, se ne ha cura, il sistema dei contratti e delle forme di lavoro e rispettive leggi vigenti, faccia controllare coloro i quali affittano bettole a 500euro al mese in coabitazione. In pratica, se vuole fare veramente il suo mestiere, inizi col far rispettare la legalità della massa di furbi che pressappoco hanno i capelli brizzolati come i suoi, e questa volta non appartenenti ai ranghi politici, ma a quel popolino di furbi che insozzano il nostro Bel Paese.

    PS= viva i giovani che usano belle parole, proclami e che poi si perdono nei bicchieri d’acqua… :-D

     

    Walter Veltroni

    Oggi pomeriggio ho avuto l’onore di poter ascoltare Walter Veltroni, il candidato alla presidenza nazionale del nuovo Partito Democratico, già sindaco di Roma. Tra le varie cose bellissime ed interessanti v’è stata una cosa che m’ha colpito. “Dovete sapere che due sono le parole più utilizzate nella lingua corrente: Io e No. Come se l’individuo si sentisse autorizzato ad imporre il proprio Io come e quando vuole. Quante volte, ho sentito dire: -se mi fai fare questo è bene, altrimenti ti dico di no-”. Già quante volte durante la giornata uno, più o meno inconsciamente, pronuncia queste due parole? E’ forse venuto il momento, non solo in politica, ma nella società di oggi, di iniziare a mettere un pò da parte queste due parole…. magari partendo da gesti concreti di civiltà ed umanità.

    L’anno scorso sono andato a sciare con gli amici sulla Sila piccola. Ai piedi della seggiovia in un bar ho degustato un caffè con la calaventanni. Chiedo al barista: “Come mai si chiama calaventanni? Perché ti fa ringiovanire?” “No, perché (mi guarda in basso) cala…ventanni”. Al che Don Paolo e Vito, iniziano a ridere. Dovete sapere che è una specie di anice, rara. Ne ho comperata un’oncia (accidenti se costa!!!), l’ho portata a casa. Ho preparato il caffè. Ho montato a neve un pò di latte freddo. Inseriti alcuni semi nel tritapepe ho decorato il caffè con un cucchiaio di latte montato e una spolverata di calaventanni. Cosa dire. Il caffè era di altissima qualità , non dico la marca dei chicchi per ovvie ragioni, ma il restrogusto leggero di anice risaltava in bocca per diverse ore, dando al palato un richiamo di caffè ogni qualvolta si riempiva di saliva. Una sensazione particolare. La ricetta ve l’ho data. Difficile e raro è trovare la spezia. Come gli antichi mercanti veneziani, se vi trovate nelle zone della Calabria, fate un salto sulla Sila piccola. Cercate le piste da sci di Lorica. Il bar è tenuto da un signore brizzolato con i baffi. Pare che sia una delle poche persone in grado di sapere dove trovare questa rarità.

    Ps = Aida70 quando intendevo dire partecipazione al blog, intendevo a tutto il blog, non solo ai post di politica…

    Ascolto Uno, dei Marlene Kuntz… La dedico a Valentina & Andrea. Vale se leggi questa non piangere mi raccomando…. Se vuoi ascoltare il brano, bhè, non posso incentivare la pirateria…
    E’ finita
    E’ finita
    La nostra favola, è finita.
    Semplice e tragico
    è finita tutto qua.

    Eri tu il mio amore la mia dolce metà
    la nostra vita insieme un’armoniosa unicità .
    Se penso a quelle cose che morranno perché

    non potremmo più condividerle
    muoio anch’io.

    C’è qualche cosa di sbagliato nell’amore
    C’è che quando finisce porta un grande dolore.
    Perché quando un’amicizia muore non c’è

    questo strazio che sa di tremenda condanna?

    Non ho mai cessato di amarti ma
    non riesco più a baciare la tua faccia
    Non ho mai cessato di amarti ma
    non riesco più a sfiorare la tua faccia
    Non ho mai cessato di amarti ma
    non riesco più a brandire la tua faccia.

    Questo è il mio tormento la mia fatalità

    il motivo della fine della favola!

    C’è qualche cosa di sbagliato nell’amore
    C’è che quando finisce porta un grande dolore.
    Perché quando un’amicizia muore non c’è

    questo strazio che sa di tremenda condanna?

    Non ho mai cessato di amarti
    Non ho mai cessato di amarti
    Ma non riesco più a baciarti, a baciarti.

    Sono appena rientrato a casa. Davanti ad un antico portale in P.zza Marinaro dò uno sguardo ad un manifesto recante la seguente scritta:

    “Est enim ita comparatum, ut antiquora beneficia subvertas, nisi illa posterioribus cumules. Nam quamlibet saepe obligati, si quid unum neges, hoc solum meminerunt quod negatum est.”

    Plinio il Giovane — lettera a Cecilio Macrino - Libro III-4

    Traduzione approssimativa per i non vedenti:

    “Le cose, infatti, stanno in questi termini: che tutti i favori che tu gli hai fatto per il passato è come se non glieli avessi mai fatti se non continui a fargliene anche nel futuro. Perché, a dispetto di una lunga serie di benefici, basta che gliene neghi uno soltanto, la gente si ricorderà solo di quello che gli hai negato.”

    IL SINDACO

    Prof. Francesco Adamo

    Il volantino in formato A3, è inoltre autografato dallo stesso. Che dire. Che ce l’abbia con qualche suo ex-amico, è indubbio, ma che un professore di lettere con saccenza da del non vedente a chi non ha studiato il latino, beh, mi pare che la cosa si commenti da sola… Ancora una volta caro Franco, ho ragione nel dire che il buon uso della parola rende l’uomo libero. In questo caso dagli sghignazzi degli intellettuali. Ritenta, sarai più fortunato.

    Partito Democratico

    In questi giorni di fine estate, inizio a sentire un magone dentro, forse è per l’estate che ci approssimiamo a salutare, forse perché ora che sono entrato a far parte del direttivo giovanile provinciale e che ho conosciuto i ragazzi del GdM, consapevole che i ragazzi della SG sono sicuramente all’altezza delle aspettative, mi chiedo cosa resterà di questo passaggio storico che qualcuno ha definito addirittura epocale. Bah, la storia non la fanno solamente i grandi uomini, i grandi gruppi, le grandi città . Qualsiasi cosa sarà , qualsiasi cosa diventerà il Partito Democratico, lo sentiremo un pò tutti nostra creatura. Ma nel mio paese natale in particolare, quale paternità potrà vantare il PD? Le ultime vicende locali vedono i DL ed i DS divisi ed al momento inavvicinabili al dialogo. La Margherita inoltre ha il problema che il secondo circolo cittadino, alleandosi ai DS, è uscito dal progetto cittadino dell’Unione. Questa sconveniente circostanza, non agevola il tentativo che da qui a breve dovrà pure farsi, di costruire o tentare almeno in parte, il PD. Spero che i contributi dati in questo post possano in un certo modo dare un’immagine della situazione e dei possibili sviluppi futuri. Coraggio, abbandonate i rancori e gli odii ed esprimete civilmente il vostro punto di vista.

    Lucciole

    Leggo stamattina sul Confidenze di mia madre una storia di una certa Giada R. che innamorata di un certo Loris, gli dedica una poesia che a sua insaputa vince un concorso nel suo paese… Brava! Io non saprei cosa rispondere a versi di questo calibro:

    Tu passando come vaga cometa, amore mio, mi lasci un pugno di lucciole nel cuore…

    A voi le riflessioni, happy smiling!

    “Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
    umile e alta più che creatura,

    3 termine fisso d’etterno consiglio,
    tu se’ colei che l’umana natura
    nobilitasti sì, che ’l suo fattore

    6 non disdegnò di farsi sua fattura.
    Nel ventre tuo si raccese l’amore,
    per lo cui caldo ne l’etterna pace

    9 così è germinato questo fiore.
    Qui se’ a noi meridïana face
    di caritate, e giuso, intra ’ mortali,

    12 se’ di speranza fontana vivace.
    Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
    che qual vuol grazia e a te non ricorre,

    15 sua disïanza vuol volar sanz’ali.
    La tua benignità non pur soccorre
    a chi domanda, ma molte fïate

    18 liberamente al dimandar precorre.
    In te misericordia, in te pietate,
    in te magnificenza, in te s’aduna

    21 quantunque in creatura è di bontate.
    Or questi, che da l’infima lacuna
    de l’universo infin qui ha vedute

    24 le vite spiritali ad una ad una,
    supplica a te, per grazia, di virtute
    tanto, che possa con li occhi levarsi

    27 più alto verso l’ultima salute.
    E io, che mai per mio veder non arsi
    più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi

    30 ti porgo, e priego che non sieno scarsi,
    perché tu ogne nube li disleghi
    di sua mortalità co’ prieghi tuoi,

    33 sì che ’l sommo piacer li si dispieghi.
    Ancor ti priego, regina, che puoi
    ciò che tu vuoli, che conservi sani,

    36 dopo tanto veder, li affetti suoi.
    Vinca tua guardia i movimenti umani:
    vedi Beatrice con quanti beati

    39 per li miei prieghi ti chiudon le mani!”.
    Li occhi da Dio diletti e venerati,
    fissi ne l’orator, ne dimostraro

    42 quanto i devoti prieghi le son grati;
    indi a l’etterno lume s’addrizzaro,
    nel qual non si dee creder che s’invii

    45 per creatura l’occhio tanto chiaro.
    E io ch’al fine di tutt’i disii
    appropinquava, sì com’io dovea,

    48 l’ardor del desiderio in me finii.
    Bernardo m’accennava, e sorridea,
    perch’io guardassi suso; ma io era

    51 già per me stesso tal qual ei volea:
    ché la mia vista, venendo sincera,
    e più e più intrava per lo raggio

    54 de l’alta luce che da sé è vera.
    Da quinci innanzi il mio veder fu maggio
    che ’l parlar mostra, ch’a tal vista cede,

    57 e cede la memoria a tanto oltraggio.
    Qual è colüi che sognando vede,
    che dopo ’l sogno la passione impressa

    60 rimane, e l’altro a la mente non riede,
    cotal son io, ché quasi tutta cessa
    mia visïone, e ancor mi distilla

    63 nel core il dolce che nacque da essa.
    Così la neve al sol si disigilla;
    così al vento ne le foglie levi

    66 si perdea la sentenza di Sibilla.
    O somma luce che tanto ti levi
    da’ concetti mortali, a la mia mente

    69 ripresta un poco di quel che parevi,
    e fa la lingua mia tanto possente,
    ch’una favilla sol de la tua gloria

    72 possa lasciare a la futura gente;
    ché, per tornare alquanto a mia memoria
    e per sonare un poco in questi versi,

    75 più si conceperà di tua vittoria.
    Io credo, per l’acume ch’io soffersi
    del vivo raggio, ch’i’ sarei smarrito,

    78 se li occhi miei da lui fossero aversi.
    E’ mi ricorda ch’io fui più ardito
    per questo a sostener, tanto ch’i’ giunsi

    81 l’aspetto mio col valore infinito.
    Oh abbondante grazia ond’io presunsi
    ficcar lo viso per la luce etterna,

    84 tanto che la veduta vi consunsi!
    Nel suo profondo vidi che s’interna,
    legato con amore in un volume,

    87 ciò che per l’universo si squaderna:
    sustanze e accidenti e lor costume
    quasi conflati insieme, per tal modo

    90 che ciò ch’i’ dico è un semplice lume.
    La forma universal di questo nodo
    credo ch’i’ vidi, perché più di largo,

    93 dicendo questo, mi sento ch’i’ godo.
    Un punto solo m’è maggior letargo
    che venticinque secoli a la ’mpresa

    96 che fé Nettuno ammirar l’ombra d’Argo.
    Così la mente mia, tutta sospesa,
    mirava fissa, immobile e attenta,

    99 e sempre di mirar faceasi accesa.
    A quella luce cotal si diventa,
    che volgersi da lei per altro aspetto

    102 è impossibil che mai si consenta;
    però che ’l ben, ch’è del volere obietto,
    tutto s’accoglie in lei, e fuor di quella

    105 è defettivo ciò ch’è lì perfetto.
    Omai sarà più corta mia favella,
    pur a quel ch’io ricordo, che d’un fante

    108 che bagni ancor la lingua a la mammella.
    Non perché più ch’un semplice sembiante
    fosse nel vivo lume ch’io mirava,

    111 che tal è sempre qual s’era davante;
    ma per la vista che s’avvalorava
    in me guardando, una sola parvenza,

    114 mutandom’io, a me si travagliava.
    Ne la profonda e chiara sussistenza
    de l’alto lume parvermi tre giri

    117 di tre colori e d’una contenenza;
    e l’un da l’altro come iri da iri
    parea reflesso, e ’l terzo parea foco

    120 che quinci e quindi igualmente si spiri.
    Oh quanto è corto il dire e come fioco
    al mio concetto! e questo, a quel ch’i’ vidi,

    123 è tanto, che non basta a dicer “poco”.
    O luce etterna che sola in te sidi,
    sola t’intendi, e da te intelletta

    126 e intendente te ami e arridi!
    Quella circulazion che sì concetta
    pareva in te come lume reflesso,

    129 da li occhi miei alquanto circunspetta,
    dentro da sé, del suo colore stesso,
    mi parve pinta de la nostra effige:

    132 per che ’l mio viso in lei tutto era messo.
    Qual è ’l geomètra che tutto s’affige
    per misurar lo cerchio, e non ritrova,

    135 pensando, quel principio ond’elli indige,
    tal era io a quella vista nova:
    veder voleva come si convenne

    138 l’imago al cerchio e come vi s’indova;
    ma non eran da ciò le proprie penne:
    se non che la mia mente fu percossa

    141 da un fulgore in che sua voglia venne.
    A l’alta fantasia qui mancò possa;
    ma già volgeva il mio disio e ’l velle,

    144 sì come rota ch’igualmente è mossa,
    l’amor che move il sole e l’altre stelle.

    Dante si rivolge alla Madre di Cristo cantando di quell’Amore che in fin dei conti è lo stesso che noi uomini possiamo provare per le donne. Lo dico pubblicamente a guisa di ammenda, perché fino al 2 settembre scorso e da quattro anni a questa parte, non mi fidavo più delle donne. E’ inutile resistere: la Bellezza che si è incarnata rende le donne degne di essere amate da noi. Nonostante il mondo sia pieno di pessimi esempi, di separazioni, di lussuria, la donna, nobilitata, purifica ogni uomo, perché senza di loro ed esse senza di noi, non andiamo da nessuna parte. Innamorarsi dell’Amore ci rende liberi, non dimentichiamolo mai.

    Con rammarico, ho deciso di tagliare i rami secchi.
    Non sono un capitano d’azienda, ma dopo quasi 8 anni di inattività nei settori del volontariato e dell’amichevole darsi-una-mano-a-senso-unico, sono arrivato alla conclusione che se voglio iniziare a navigare lontano, devo togliermi delle zavorre. Finora ero fermamente convinto che potevo iniziare progetti informatici solamente in equipe. Bhè, aderire all’etica hacker è questo, cioè lavorare in team, ma a patto e condizione che si trovino sempre le persone giuste. Ciò vuol dire rinunciare alla perfezione che viene dalla progettazione concordata ed iniziare a scrivere software, punto e basta. Altrimenti si corre il rischio serio di impantanarsi dietro a persone che non vogliono andare molto oltre le loro aspettative. Per non parlare dei tanti furbi che promettono mari e monti e poi, quando si tratta di mettere le mani nel portafoglio si volatilizzano, come un residuo gassoso di una reazione chimica… Se in futuro valuterò che posso fidarmi di nuove persone, allora la mia personalità sdoppiata, ossia collaboratore in progetti Open Source in pubblico, hacker ramingo in privato, potrà riprendere in pieno il significato della parola ubuntu, che in lingua isizulu significa pressappoco “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti” e ricominciare a mettere su una comunità.

    Nel Jargon File si legge che il simbolo degli hacker sia il glider The Glider . Sta scritto anche che è possibile utilizzarlo solamente se si viene chiamati hacker. Il 24 marzo 2006, nell’aula magna dell’università degli studi Federico II a Napoli, Richard M. Stallman alla fine della sua conferenza, avendo timidamente chiesto un autografo sul mio laptop, mi disse: “E tu, giovane hacker, quale OS utilizzi?”. Tremando gli consegnai il pc, dato che il giorno prima si era arrabbiato con alcuni studenti, lanciandogli a terra il portatile al sentire il nome M…, gli dissi la verità : GNU/Linux Debian. Mi sorrise, e mi scrisse “Gnu/Linux inside” e “Happy hacking”. Scambiammo alcune battute sul free software e poi con una pacca sulla spalla si allontanò. Credo che quello sia stato il giorno in cui ufficialmente e autorevolmente io sia stato insignito del titolo di hacker. Non dimenticherò mai quel giorno. Per anni avevo sperato di essere visto non solo come uno smanettone, un gentle-man dei computer, e Dio fece in modo che nella mia università , l’ultimo degli hacker mi facesse entrare ufficialmente nel clan…

    Questo è quello che posso osservare ogni giorno dalla mia casa natale.

    Commenti a voi, emozioni a me.

    Rocca della Molaria

    Riporto integralmente l’articolo della nuova rubrica de “Il Messo”, un periodico dell’AICS di Albano di Lucania. Esso si riferisce nella prima parte all’ormai storica e tradizionale campagna elettorale amministrativa di Albano. Un appuntamento quasi folkloristico per molti, ma che denota come la situazione politica di questo piccolo paese della Basilicata sia ormai abbandonata alla eterna contrapposizione tra guelfi e ghibellini

    Per un pugno di bit…

    di Gianluigi Coppola

    Dopo una tornata elettorale burrascosa, è venuto il momento di fare chiarezza e di restituire i ruoli agli organi ed agli strumenti preposti al buon equilibrio della pax sociale di questo piccolo paese. Dev’essere chiaro e noto a tutti che d’ora in poi curerò personalmente questa rubrica di politica con l’intento di guardare le cose, i fatti, gli avvenimenti da un punto di vista multilaterale. Almeno qui finirà l’odiosa guerra fratricida fra compaesani. Perché altrimenti qualcuno, a torto o a ragione, avrà da dire sempre che fintanto che non saranno cambiati i vertici di alcune associazioni le cose saranno sempre condotte in maniera faziosa. Ma altresì dev’essere chiaro che i principi costituzionali della nostra Nazione garantiscono diritti e doveri di tutti. Nessuno escluso. Nessuna ingerenza. Chi avrà da esprimere qualcosa sarà ben accetto, nel rispetto delle regole e della par condicio. Il Messo e la redazione faranno informazione e cultura paritaria, non polemica. Chi vuol condurre battaglie personali o polemiche che affondano la politica del bene comune, può prendere l’iniziativa di autofinanziarsi e creare una testata ex-novo. Lo garantisce la Costituzione. Ciò posto, voglio prendere in prestito un termine utilizzato nei paesi anglosassoni. I Commons, i beni comuni. Per una società moderna, lo sono tutti quei beni che soddisfano le necessità primarie della cittadinanza. Personalmente, da studente e neoprofessionista del settore informatico, ho cercato da tempo, come altri nostri concittadini, di impegnarmi in una battaglia per contrastare il cosiddetto fenomeno del Digital Divide. Cos’è e di cosa voglio parlare. Sappiamo tutti ormai che l’uso della grande rete informatica mondiale, Internet, ha aperto nuove prospettive nei vari settori della società , dal mondo accademico a quello della produzione. Una tecnologia insomma, che è quasi diventata una necessità . Per il gestore telefonico nazionale, un business da capogiro. Calcolato il fatto che, lasciando alcune aree scoperte dall’ADSL, ossia l’Internet ad alta velocità , esso può sopperire con costi elevati in bolletta tradizionale, agli investimenti necessari al completamento di tutta l’infrastruttura tecnologica necessaria per il servizio di ADSL, tagliando fuori dalla fruizione dei benefici, il 35-40% della popolazione. In pratica, un’Italia a due velocità . E allora, in molti da tempo, nel resto d’Italia si sono mobilitati, con raccolte pubbliche di firme, con proteste condotte dai vari enti eccetera, e dopo varie insistenze, il gestore, ha “portato” i cavi dell’ADSL anche nel comune X o nell’area Y. Noi, non essendo da meno rispetto al resto degli italiani, ci stiamo impegnando. Molti cittadini sono favorevoli a campagne di sensibilizzazione, attraverso raccolte di firme o segnalazioni ai media. Idem gli esponenti della minoranza costituita di recente. L’attuale amministrazione, nella persona del vicesindaco, Rocco Guarino, puntualizzando che “l’ADSL rientra tra i servizi minimi essenziali” per il benessere della popolazione, ha assicurato il massimo impegno per la cittadinanza, già svolto nella ricerca di una soluzione condivisibile e sostenibile da un punto di vista economico per i cittadini. Sulle prime valutazioni, avevano pensato a ponti radio WI-FI, successivamente accantonati per via delle valutazioni di impatto ambientale e per i costi di esercizio (il sottoscritto, insieme a Gianvito Possidente, prima di tutti aveva progettato appositamente una società che risolvesse tale problema). In ogni caso, al massimo per il mese di dicembre la soluzione ottimale passerà attraverso l’installazione in centrale da parte della Telecom dei famosi apparati DSLAM, garantendo ai cittadini canoni in linea al resto del Paese; dando la possibilità di “far partire l’E-government, visto che la Regione, attraverso il progetto “Un computer in ogni casa” ha fatto sì che in tutte le case degli albanesi ci fosse un computer. A cosa serve avere un computer se poi per collegarmi e navigare nei siti istituzionali, ci metto due ore?“. Il vicesindaco ha concluso dicendo che “i tempi sono maturi per abbattere il fenomeno del Digital Divide“.

    Concludo anche io augurandomi che la battaglia, sia una buona battaglia, e che, come fu in passato, a memoria perpetua non si ricorda chi “portò” acqua, luce e gas, altrettanto meriti e plausi andranno comunque nella direzione di chi, amministratore od oppositore, cittadino o membro di un’associazione, in concertazione, avranno portato beneficio al nostro piccolo ma caro paese.

     

    Quindi iniziamo con il blog… Poi dove andiamo non si sa…