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  • UNA CONVERSAZIONE CON DIO
    “PADRE NOSTRO”

    >>  IO: “PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI…”
    >> DIO: Eccomi… Son qui…..dimmi tutto!
    >>  IO: Per favore… non interrompermi. Sto pregando!
    >> DIO: Sei tu che mi hai chiamato. figliolo!
    >>  IO: Io chiamato? Non ho chiamato nessuno. Io sto pregando…: “Padre nostro, che sei nei cieli…”
    >> DIO: Ah!!! Sei di nuovo tu, figliolo! Dimmi!
    >>  IO: Ma come?
    >> DIO: Si! Mi hai chiamato! Tu hai detto: “Padre Nostro, che sei nei cieli…” Io sono qui, ad ascoltarti. In che modo posso aiutarti?
    >>  IO: Ma io non intendo ascoltar nessuno. Io sto pregando. Recito il Padre Nostro tutti i giorni e mi sento bene pregando così. Non mi sento a posto fino a quando non ho recitato le mie preghiere.
    >> DIO: Però come puoi tu dire “Padre Nostro” senza pensare che ti rivolgi a Me e senza aspettare da Me una risposta? E come puoi chiamarmi ‘Padre’, senza pensare che tutti gli altri miei figli ti sono fratelli? Come puoi dire “…che sei nei cieli”, se non sai che il cielo è pace, il cielo è amore, amore per Me che sono il tuo Dio  e amore per tutti gli uomini, che ti sono fratelli?
    >>  IO: Effettivamente non avevo pensato a questo.
    >> DIO: Bene! Da ora in poi pensaci. Intanto, prosegui nella tua preghiera.
    >>  IO: “SIA SANTIFICATO IL TUO NOME…”
    >> DIO: Aspetta, fermati e rispondi a me: cosa intendi dire con queste parole?
    >>  IO: Penso di dire… penso di dire … si, proprio quello che significa. Perché lo vuoi sapere? Non vedi che queste parole fanno parte della preghiera. È  tutto qui.
    >> DIO: Ascolta, figlio! Sia santificato il tuo nome significa: il tuo nome (o Padre) sia degno di rispetto, quindi sia rispettato, sia santo, sia sacro, …sacro per tutti.

    >>  IO: Ora si che capisco. In effetti non avevo mai veramente pensato al significato della parola ‘santificato’. E ora continuo: “VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’, COME IN CIELO COSI’ IN TERRA…”
    >> DIO: Ma, figliolo, stai parlando sul serio?
    >>  IO: Chiaro, Signore! Perché non dovrei parlare seriamente?
    >> DIO: Bene! Ma dimmi: cosa fai tu perché tutto questo avvenga?
    >>  IO: Come cosa faccio? Niente faccio. Questo fa parte della preghiera. Dicendo questo, si vuol dire che Tu, Signore, Tu abbia un controllo di tutto quello che accade sia in cielo che in terra.
    >> DIO: Ma io ho il controllo sopra di te?
    >>  IO: Si. Penso di si ed è bene…..Io vado sempre in chiesa!
    >> DIO: No! Non è questo che ti chiedo! Qual è il modo con cui tratti i tuoi fratelli? Come spendi il tuo denaro? Perché dedichi tanto tempo alla televisione? Perché rimani frastornato e corri dietro alla pubblicità, mentre dedichi così poco tempo a Me?
    >>  IO: Per favore, ti prego, smetti di criticare!
    >> DIO: Oh! Si. Scusa! Pensavo che tu stessi chiedendo che si faccia la Mia volontà. Ma questo, si vede non ha importanza per te. Allora dimmi: come devo comportarmi, cosa devo fare con quelli che pregano e realmente accettano la Mia volontà, che accettano il freddo, il caldo, la pioggia, la natura, che condividono tutto, il bene e il male, con gli altri…..?
    >>  IO: Si! È vero! Hai ragione! Non accetto mai la Tua volontà, perché mi lamento di tutto e sono sempre scontento. Se mandi la pioggia, chiedo il sole… se mandi il sole, io mi lamento del caldo; se mandi il freddo, continuo a reclamare; chiedo la salute, però non mi curo di essa, trascuro di alimentarmi, oppure mangio molto…

    >> DIO: Bravo! Vedo che cominci a capire. È meraviglioso che tu riconosca tutto questo. Dobbiamo lavorare insieme Io e te. Otterremo insieme vittorie e sconfitte, ma sicuramente faremo un ottimo lavoro e sempre in meglio. È molto positivo questo tuo nuovo atteggiamento.
    >>  IO: Ascolta, Signore! Devo finire ora. Questa preghiera sta diventando troppo lunga, molto più di quanto io sono abituato. Perciò continuo: “DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO”.
    >> DIO: Fermati! Ma …mi stai chiedendo il pane materiale? Non solo di pane vive l’uomo, ma anche della Mia Parola. Devi soprattutto chiedere il cibo e l’alimento spirituale: devi sempre tener presente le parole: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna”.
    >>  IO: Si è vero, Signore! Hai ragione! Però tu ci hai fatti di corpo e di spirito e l’uno e l’altro hanno le proprie esigenze. Siamo immersi in questo mondo con il corpo e con l’anima e siamo continuamente soggetti alle esigenze di questo mondo, per cui non possiamo non chiedere anche tutti i beni materiali, di cui abbiamo bisogno.
    >> DIO: Si anche questo va bene. Puoi chiedermi tutto quello che desideri, basta che tu mi veda un Padre amoroso, quale realmente sono. Però, ti raccomando, quando mi chiedi il pane, ricordati anche di quelli che non ne hanno.
    Ma Io sono molto interessato alla ultima parte della tua preghiera, continua…
    >>  IO: “RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI….”
    >> DIO: e il tuo fratello disprezzato?
    >>  IO: Ascolta, Signore! Questo fratello non è poi tanto un fratello; egli mi ha criticato tante volte, dicendo cose non vere. Ora proprio non mi sento di perdonarlo. Ho proprio bisogno di una giusta vendetta.
    >> DIO: Ma …e la tua preghiera?. Cosa intendi dire con la tua preghiera? Tu mi hai chiamato e Io sono qui; desidero che tu da questo momento venga fuori trasformato: ti voglio onesto e sincero. Però non sei capace di liberarti del peso della tua ira che conservi nel tuo intimo. Mi capisci?
    >>  IO: Io capisco che mi sentirò molto meglio quando mi sarò vendicato. Così potrò cancellare il torto ricevuto.
    >> DIO: No! Tu ti sentirai peggio. La vendetta non è buona come può sembrare. Pensa alla tristezza che causeresti in Me! Pensa alla tua tristezza di ora e pensa che dopo sarà ancora peggio! Io posso cambiare tutto per te. Basta che tu lo desideri.
    >>  IO: Puoi? Ma in che modo?
    >> DIO: Perdona al tuo fratello e Io perdonerò a te e ti farò sentire la gioia di saper perdonare e di essere perdonato. Allora la tua coscienza potrà veramente gustare leggerezza e gioia.
    >>  IO: Però, Signore, come posso perdonarlo? Mi sembra impossibile!
    >> DIO: Allora, se così è, non chiedermi perdono neppure per te stesso!
    >>  IO: No! Ti prego, Signore, non negarmi il tuo perdono! Io solo desidero una piccola vendetta, anche per far capire a questo fratello che ha sbagliato. Ma ora… va bene, Signore! Va bene: perdono a tutti, non voglio vendetta! Ma tu, Signore, aiutami! Mostrami il cammino da seguire!
    >> DIO: Figlio, questo che chiedi è meraviglioso. Sono molto felice con te. Vedo che mi stai ascoltando. E tu, dimmi, cosa stai provando nel tuo cuore? Come ti senti?
    >>  IO: Bene! Molto bene! A dire la verità, non mi ero mai sentito così bene. È veramente molto bello parlare con Dio.
    >> DIO: Ora terminiamo la preghiera… prosegui…
    >>  IO: “…E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE, MA LIBERACI DAL MALE…”
    >> DIO: Eccellente! Continua a fare esattamente questo, però non esporti in  situazioni in cui tu possa essere tentato…
    >>  IO: … e ora…  cosa intendi dire con questo?
    >> DIO: Non devi andare in compagnia di persone che ti spingono a compiere azioni disoneste, occulte, non lecite. Abbandona la cattiveria, abbandona l’odio. Tutto questo ti porta sulla strada sbagliata. Non devi usare questi mezzi nemmeno nei casi di emergenza, mai.
    >>  IO: Non Ti capisco.
    >> DIO: Chiaro che capisci! Hai già fatto questo con Me varie volte. Vai per la strada sbagliata e poi corri da Me a chiedere aiuto….
    >>  IO: Mi vergogno veramente, perdonami, Signore!
    >> DIO: Certo che ti perdono! Io perdono sempre chi è disposto a perdonare a sua volta. Però, d’ora in poi, quando deciderai di chiamarmi, ricordati di questa nostra conversazione, medita ciascuna parola che dici. Ora finisci la tua preghiera.
    >>  IO: Finire? Ah, si: “AMEN!”
    >> DIO: …e cosa vuol dire “Amen”?
    >>  IO: Non lo so. È  il finale della preghiera. Penso che significhi “Va bene”.
    >> DIO: Devi dire ‘Amen’ quando accetti tutto quello che Io comando, quando concordi

    con la mia volontà, quando segui i miei
    comandamenti, perché ‘Amen’ significa “Così sia” e tu, quindi, sei d’accordo con quanto dici e chiedi con la tua preghiera.
    >>  IO: Signore, io Ti ringrazio veramente per quanto mi hai insegnato su questa preghiera e grazie anche di avermi data la gioia di comprenderla.
    >> DIO: Io amo tutti i miei figli, ma soprattutto amo quelli che Mi chiedono di uscire dall’errore, quelli che desiderano liberarsi dal peccato. Ti benedico, figliolo! Rimani nella Mia pace!
    >>  IO: Grazie, Signore! Sono molto felice di sapere che Tu sei mio amico, che Tu sei il
    mio Padre e che io sono Tuo figlio. Aiutami, Padre, ad essere sempre Tuo figlio. Amen.

    Ho fatto mio in buona parte un discorso di un fratello anonimo, trovato in internet, in lingua spagnola. L’ho tradotto liberamente con parole mie; in parte l’ho riveduto e ampliato, in quanto mi è sembrato un messaggio molto bello, da non lasciare in internet, a disposizione di pochi fortunati navigatori.
    Ho aggiunto in fondo il mio nome, non per vendicare la paternità dello scritto, bensì per iniziare, con te, fratello, con tutti i fratelli del mondo, stretti mano nella mano, una interminabile fila, o meglio un girotondo, e insieme pregare “PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI…!!!”

    Gian Canio Elefante
    g.canyon@tin.it

    San Miniato, 25 Aprile 2008

    After the break of August 15 I’m going to finish the project clone of Fuzz Factory, which I renamed Fuzz Factory Outlet. I rethought the project pcb on perfboard. I only hope I will not give too many problems with debugging, and that today with the Palio competition the Nicchio, my contrada favorite, although I’m not Sienese …

    PS = if the project goes well, I edit the post adding schemes and layout.

    PS2 = how many of you have never heard of guitar effects for yourself? There is someone who has already experienced the world Do It Yourself?

    PARTE 1:

    mi faccio un dominio per i fatti miei, perché è più comodo dare ai propri amici un url del tipo www.ilramingo.org, con tanto di posta elettronica personale.

    Al di là delle altre 1000 e più valide motivazioni, vi è anche quella che mi fa sentire mediamente al sicuro dallo SPAM.

    PARTE 2:

    Grazie allo spam, che ogni giorno a centinaia di mail mi accarezza l’intelletto, ho scoperto che:

    1 - devo essere da un punto di vista del dna molto vicino a Rocco Siffredi, perché non ho bisogno dei rimedi che mi allunghino l’amico delle mie notti brave;

    2 - devo probabilmente avere delle disfunsioni, perché certe volte se non prendo il Cialis o il Viagra, si batte la fiacca e l’amico TIR diventa un 2 assi;

    3 - devo essere così canuto e vecchio che ho bisogno dei mitici e favolosi rimedi senza dei quali seccherei come un arbusto nel deserto;

    4 - anche se ho la veneranda età di 250 lustri, sto in tiro molto meglio di Dorian Gray;

    5 - meno male che gli efficienti e zelanti impiegati di banca e istituti di credito mi ricordano che sono così coglione da lasciare i miei dati in giro, per la filiale;

    6 - meno male che sono così povero in canna, altrimenti mi avrebbero regalato migliaia di dollari perchè degli sconosciuti, mi vogliono bene;

    7 - devo avere un lato nascosto del mio carattere, se mi piace così tanto, ma proprio tanto godermi una ch…. di una star famosa con il mandrillo di turno;

    8 - devo avere, in base a quello che ho detto, una insana passione per il porno d’autore, e un culo tremendo, se le migliori cantanti e star dello spettacolo, vorrebbero vedermi godere insieme a loro. Ma perché sono così cretino da stare ancora a casa a sgobbare come un matto? La vita…

    9 - devo essere anche misogino e sessuofobo, se ci sono tante amiche mie, soprattutto straniere, che vorrebbero mostrami le loro grazie, ed io che per cuccare spendo soldi in pub e locali, profumi e vestiti, cosa c’è di più semplice di una porno-trombo-amica?;

    10 - devo essere fortunato ad essere maschietto, perché se ero donna, mi perdevo tutto quel ben di dio di Rolex, Viagra, porno on demand, e gratis, grazie a te, IMMENSO E GRANDIOSO E QUANTO UTILE SPAM.

    PARTE 3:

    Lo sfogo finisce qui, fatelo girare per favore, fatelo diventare SPAM. Ormai ho solo quello in mente. Ma che cosa avete capito, ragazze? Lo spam…

    Questo post puoi leggerlo anche sul mio blog in Virgin Radio Italy

    Come dicevo sul forum, ieri ho fatto da tecnico di palco a un chitarrista che ha 1/3 della mia età… Certe volte la vita!!!
    Comunque ho testato su palco il prototipo dell’MXR DISTORTION + da me medesimo modificato.
    Appena ho una manciata di minuti a disposizione vi spiego che genere di modifiche ho apportato. Una di queste, un banale led ad alta luminosità che illumina per 2 metri il par-terre del palco. Il suono? Cattivo al punto giusto. Merito dell’opamp stocked e di una diavoleria studiata, al germanio, comunemente detta diodo 1N4148…
    Bhè tecnicismi a parte, gnocca a parte, kebab a parte e lager alla spina a parte, tutto sommato sono stato molto soddisfatto della seratina. Dopo aver smontato il tutto e caricati i veicoli da trasbordo, io, il batterista della band (anche lui ha 1/3 dei miei anni), il padre e il bassista (18 anni a breve) siamo andati in un paese vicino a salutare il maestro di batteria di Rosario (così si chiama el niño) che suona con i Tarantolati di Tricarico. Era da due anni che non li ascoltavo. Il livello si è alzato di parecchi *decibel*. Il viaggio mentale cominicia. Notte bianca, fredda, la ballerina di pizzica, i ragazzi scatenati sotto, i decibel che ti massaggiano gli organi interni con cura (si sà, i benefici che danno i decibel sono superiori a quelli delle macchine delle televendite, no???), ritmi antichi, quasi tribali, celtici, greci, arabi, ebraici, segno del passato di una terra chiamata Lucania… Bzzz, mi riprendo. Ehi la maggior parte dei musici dei Tarantolati, li conosco!!! Suonano in varie band rock, blues & affini. Ma cosa ci prende, a noi rockettari? Il ballo di San Vito?
    Massì, una birra e si va nanna. Solamente le 3:05. Regolare no? Come il battito di un cuore… Tutti dormono, io no. Sto pensando a come modificare una vecchia radio a transistor per ascoltare nel laboratorio i “veri” suoni degli ospiti di Virgin Radio. Ma quando ho conosciuto Virgin Radio, non potevo passare un guaio? :-D

    Questo post è stato scritto anche sul blog di Virgin Radio. Puoi leggerlo cliccando qui

    Virgin Radio, ed è subito rock!

    Grazie a Francesco ‘Frank’ Benedetto, il quale mi ha detto che quella chimera che ascoltavo di tanto in tanto, che prende a mala pena, era Virgin Radio.

    Dalla latitudine la quale ascolto Virgin, mi sintonizzo su 95.6 Mhz, e godo…

    Mi ci  son registrato e ci ho anche un blog…

    http://ilramingo.blog.virginradioitaly.it//

    Quando scappa, scappa. Cosa? La pazienza. E non se ne può più. Di gente che parla di cose che non conosce affatto. Io preciso che non sono un esperto, ma quantomeno quando un arabo mi parla di problema Mediorientale, ci vado piano col prendere delle posizioni sciocche. Leggete questo post, alla parte dei commenti per capire quale leggerezza ha portato un blogger che si picca di essere Dirigente provinciale del Partito Democratico, a usare come avatar Marghouti. Tanto di cappello per lui, ma quando si fa politica, in Italia, c’è gente che dimentica che quando parla, parla anche a nome di altri, che nella fattispecie corrispondono ai propri votanti. Vogliamo fatti, non chiacchiere…

    http://sergioragone.ilcannocchiale.it/post/1974717.html

    E così, c’è voluto tanto tempo, ma alla fine ho realizzato il mio primo effetto interamente progettato con le mie mani ed il mio cervello!!! Qui sotto il primo di una serie di schemi che nel tempo spero si aggiungeranno a questo. Si chiama Zitronen Boost perché il suo involucro sarà la scatola di alcune caramelle al limone. Dato che si tratta di un prototipo, appena avrò delle foto utili ve le mostro. Ma vorrei mostrarvi la realizzazione del progetto completo appena avrò messo a punto la pcb ed il relativo bromografo casalingo. Un passo per volta. Per il momento inserisco la mini dello schema. Cliccando su potrete vedere lo schema nelle dimensioni originali. Fatemi sapere cosa ne pensate!!! Ah, altra cosa: potevo utilizzare tranquillamente eagle, ma ho preferito geda, essendo amante del software libero. Per progetti poi non così complessi come questo, eagle non è che serva molto. E poi dato che sono italiano, anglofono sì, ma tengo conto che se qualcuno di voi si vuole cimentare con il discorso ha bisogno almeno del layout in italiano. Cosa che geda ha. Manca ancora una documentazione buona in italiano per eagle. Nel frattempo godetevi i risultati delle mie settimane di assenza…

    Zitronen Boost Schematic

    E’ con piacere che inserisco il manifestino della manifestazione di bellezza che è ritornata ai lustri di un tempo da alcuni anni a questa parte nel mio paese, Albano. Chi può ascolti Miss Sarajevo di Bono Vox e i Passengers. Per chi decide di partecipare, una suggestione personale: pensate a quante ragazze nel mondo non possono permettersi di sfilare e mostrare la loro bellezza perché non sono libere di farlo. Per necessità economiche o di stato. Quando telefonate agli organizzatori dite che siete passate per il mio blog. Sarei ben contento di avere una miss madrina del mio sito.

    Sono settimane che studio l’elettronica audio. Primi passi? La modifica del Distortion + MXR della Dunlop. Sono telegrafico perché devo ancora documentare il tutto. Ma appena ho le foto vi mostrerò come. Dicevo. Un condensatore ceramico vintage, della Philips, mi ha reso cremoso il suono del pedale, che è un fuzz, e a parere personale, soprattutto i suoni bassi risultano più grossi e profondi. Per i samples audio, bhè, devo trovare prima una persona che abbia l’effetto originale e poi registrare sulla stessa attrezzatura, la differenza.
    In quest’ultima settimana ho realizzato insieme a Federico Sarli, fido collaboratore in fatto di elettronica (disordinato ma più testardo di me nel voler riuscire ad ottenere risultati valenti), il primo classico progetto: un clone del mitico Dallas Range Master.

    Il progetto è ancora in fase di testing visto che non avendo transistor OC44 o similari a disposizione stiamo cercando di capire come ottenere lo stesso suono utilizzando alcuni transistor al germanio NPN come i BC377, BC440-5, AF106. Il problema è che i datasheet non si trovano (faccio appello qui nel caso qualcuno di voi ne abbia qualcuno), e quindi dobbiamo basarci esclusivamente sul valore hfe dato dal tester, e da tanto e ottimo orecchio. Capire come suona un progetto al di là delle specifiche tecniche è fondamentale, visto che dei tanti mods proposti per il Distortion + alla fine abbiamo utlizzato tutt’altra configurazione. Un progetto appena realizzato, simpatico e per il momento ancora in fase di testing è il Vox Treble Booster. Per il momento abbiamo usato con successo dei BC 204 B della SGS. Appena troverò il transistor originale proverò le due varianti e farò registrare dei samples…

    E la caccia, continua…



    What do I want to be today?, inserito originariamente da tightsqueez.

    What do I want to be today?
    Questo il titolo della foto presa da flickr.com.
    Reportage di guerra, e scene di vita quotidiana. Il tutto con la “telemetrica” per eccellenza. Su ebay la si trova a 2000€ circa, ma se si considera che monta le ottiche M-series, è un sicuro investimento che si colloca tra il passato ed il futuro. Il ponte necessario quando di rullini non ce ne sarà più ma serviranno ancora fotocamere in grado di scattare foto con la F-maiuscola…

    Ritorno al blog dopo essermi dato per disperso.
    Il motivo è molto semplice: una full immersion nell’elettronica audio tutta dedicata a migliaia di pagine in inglese da consultare su come realizzare stompboxes FX e tube amp.

    -Ah?

    Effetti per chitarra a pedale e amplificatori valvolari.

    -Ah…

    Ora posso tornare al web, dato che nel tempo libero reale sono alla ricerca di transistor al germanio e condensatori anni ‘70. Il tutto per realizzare una mia effettistica boutique e un paio di amplificatori ormai quasi introvabili e ibridi: Hiwatt e Marwatt. Certo, per chi conosce il mondo delle valvole sa che non è semplice settare il bias delle valvole, e che autocostruirsi una testata compresa di chassis, tolex e maniglie costa quasi quanto una originale. Appunto, quasi. Ma la compensazione sta nel fatto che la qualità del suono aumenta in maniera esponenziale, è tarata secondo le esigenze o i gusti personali, e poi permette di fare un discreto passo avanti nella conoscenza di una materia che è a cavallo tra la tecnologia pura e l’arte. A presto, in questa categoria potrete leggere cosa sto architettando…

    Ho realizzato una versione molto grafica del sito ilramingo in flash.

    Ovviamente mi sono avvalso degli ottimi strumenti messi a disposizione da wix.com.

    Devo dire che nonostante la mia avversione per flash, causata principalmente dalla mia fermezza sui principi della web-usability, è molto carino giocare con la multimedialità, a tutto discapito dell’osservatore, il quale, il più delle volte, naviga nel web ma senza essere geek…

    Qualcuno di voi avrebbe sicuramente giocato meglio, ma come?

    [Event “Computer chess game”]
    [Site “laptop”]
    [Date “2008.04.09″]
    [Round “-”]
    [White “gianluigi”]
    [Black “Crafty-20.14″]
    [Result “0-1″]
    [TimeControl “40/300″]

    1. Nc3 d5 2. Nf3 Nf6 3. g4 Bxg4 4. Bg2 Nc6 5. d4 e6 6. Bg5 h6 7. Bh4 Bb4 8.
    a3 Bxc3+ 9. bxc3 g5 10. Bxg5 hxg5 11. Nxg5 Qe7 12. Nf3 O-O-O 13. O-O Qd6
    14. h3 Bxh3 15. Bxh3 Rdg8+ 16. Bg2 Qf4 17. Qd3 Rxg2+ 18. Kxg2 Qg4#
    {Black mates} 0-1

    Ho pubblicato sul wiki un articolo su come scompattare i files .zip a linea di comando.

    Segui questo link per leggerlo.

    http://www.ilramingo.org/doku.php?id=programming:scompattare_.zip-a-linea-di-comando

    Ieri ho sforato i 100000 visitatori del sito!!!

    Un bel risultato visibile qui.

    Cosa dire?

    Uno, nessuno, centomila. A seguire alcuni abstract nati dalla mia mente e dal mio vivere quotidiano. Spero nel tempo di essere sempre più seguito. E soprattutto di tracciare un segno visibile tra i miei compaesani sparsi nel mondo. Perché non so voi, ma io mi sento cittadino del mondo, anche tra montagne lontano dalle aree più in.

    Un grazie sincero a tutti i lettori. A breve il blog diventerà bilingue…

    “Che cosa ne pensa della principessa Martha-Louise?”
    Il giornalista norvegese mi stava intervistando sulle rive del lago Ginevra.
    Normalmente mi rifiuto di rispondere alle domande che esulano dal contesto del mio lavoro, ma in questo caso la sua curiosità aveva un motivo: la principessa, sull’abito indossato in occasione del trentesimo compleanno, aveva ordinato di ricamare i nomi di varie persone che erano state importanti nella sua vita, e tra questi c’era il mio.
    (Mia moglie ritenne l’idea così buona che decise di fare la stessa cosa per il suo cinquantesimo compleanno, mettendo la dicitura “ispirato dalla principessa di Norvegia” in un angolo del suo vestito).
    “La ritengo una persona sensibile, raffinata e intelligente”, risposi. “Ho avuto l’occasione di conoscerla a Oslo, quando mi presentò a suo marito, scrittore come me.”
    Feci una pausa, ma dovevo proseguire: “Ma c’è una cosa che davvero non capisco: perché la stampa norvegese ha iniziato ad attaccare l’opera letteraria di suo marito dopo il matrimonio? Prima le critiche erano favorevoli.” Non era esattamente una domanda, bensì una provocazione, poiché già immaginavo la risposta: le critiche sono cambiate perché le persone provano indivia, il più amaro dei sentimenti umani.
    Il giornalista, tuttavia, fu più sofisticato di quanto credessi. “Perché ha violato la legge di Jante.” Ovviamente non ne avevo mai sentito parlare, così mi spiegò di che cosa si trattava. Proseguendo il viaggio, mi resi conto che in tutti i paesi della Scandinavia è difficile trovare qualcuno che non conosca questa legge.
    Nonostante esista fin dall’inizi della civiltà, fu ufficialmente enunciata solo nel 1933 dallo scrittore Axel Sandemose nel racconto Un rifugiato oltrepassa i suoi limiti.
    La triste realtà è che la legge di Jante non si limita alla Scandinavia, è una regola applicata in tutti i paesi del mondo, sebbene i brasiliani dicano “da noi non succede”, o i francesi affermino “nel nostro paese purtroppo è così.” Poiché il lettore potrebbe già essersi irritato perché ha letto più di metà dell’articolo senza sapere cosa sia la legge di Jante, la vado a riassumere, con parole mie. “Ricorda che non vali niente, che ciò che pensi non interessa a nessuno, e che la mediocrità e l’anonimato sono la scelta migliore. Se ti comporti così, non avrai mai grandi problemi nella vita.
    La legge di Jante mette a fuoco, nel suo insieme, il sentimento di gelosia e invidia che a volte provoca così grandi mal di testa alle persone come Ari Behn, il marito della principessa Martha-Louise. Questo è uno dei suoi aspetti negativi, ma esiste qualcosa di molto più pericoloso. E’ grazie a lei che il mondo ha potuto essere manipolato in tutti i modi da gente che non teme il giudizio degli altri, e riesce a fare tutto il male che desidera. Abbiamo appena assistito in Iraq a una guerra inutile, che continua a costare molte vite; vediamo un grande abisso tra i paesi ricchi e quelli poveri, ingiustizie sociali dappertutto, violenza incontrollata, persone che sono obbligate a rinunciare ai loro sogni a causa di attacchi ingiusti e vigliacchi.
    Prima di dare inizio alla Seconda Guerra Mondiale, Hitler diede vari segnali delle sue intenzioni, e quello che lo fece andare avanti fu il sapere che nessuno avrebbe osato sfidarlo, a causa della legge di Jante. La mediocrità può essere confortevole, finché un giorno la tragedia bussa alla porta, e allora le persone si domandano: “Perché nessuno ha detto niente, quanto tutti vedevano ciò che sarebbe successo?” Semplice: nessuno ha detto niente perché hanno fatto tutti come loro. Quindi, per evitare che le cose vadano sempre peggio, forse è venuto il momento di scrivere l’antilegge di Jante: “Tu vali molto di più di quel che pensi. Il tuo lavoro e la tua presenza su questa terra sono importanti, anche se non ci credi. Ovvio che, se la pensi così, potrai avere grandi problemi per aver violato la legge di Jante, ma non lasciarti intimidire, continua a vivere senza paura, e alla fine vincerai.”

    (Tratto da Io sono come il fiume che scorre, di Paulo Coelho)

    from Bombacarta

     

     

    Path

     

    di Antonio Spadaro

    http://www.bombacarta.com/blog/wp-trackback.php?p=679

    Scrive Giuseppe Benedetto su http://factory.wavegroup.it/blog/trackback/save_trackback?id=87

    un interessante articolo su OpenOffice e PDF. Una delle punte avanzate degli albanesi illustri nel web finalmente scrive…eheeheheh

     

    Giuseppe Benedetto - Codice 13/03/2008

    Openoffice.org può essere utilizzato in sostituzione di Adobe Acrobat Professional per creare dei pdf con campi editabili, con il vantaggio di poter sfruttare uno strumento open source e di poter ottenere gli stessi risultati di Adobe Acrobat Professional, ovviamente maggiore è la sua conoscenza e migliori saranno i risultati.

    Dopo aver creato un modulo pdf la seconda fase consiste nel creare un file dati tipo fdf, per far questo ci sono diverse funzioni in vari linguaggi e passarlo al modulo attraverso pdftk.

    Per il download e le istruzioni su questo strumento consulta il sito.

    Di seguito sono elencati alcuni passaggi per creare il modulo pdf, dando risalto all’inserimento degli oggetti da utilizzare per creare i campi modificabili.

    Il componente da utilizzare è “Form Controls”, che può essere attivato dal menù View -> Toolbars -> Form Controls

    Form Controls mette a disposizione vari oggetti tra cui:

    • Check Box
    • Text Box
    • Label Field
    • Group Box.

    Tutti gli oggetti sopra elencati espongono delle proprietà alcune uguali per tutti altre specifiche per ogni oggetto. La proprietà Name, deve essere impostata per ogni oggetto inserito dando ad ognuno un nome diverso, il nome sarà poi utilizzato per valorizzare I campi del modulo, un’altra proprietà utile è “Font” che permette di specificare il tipo di carattere da usare e la dimensione.

    Check Box

    Questo oggetto ha la stessa funzione del checkbox html, permette di creare un campo da selezionare.

    Text Box

    Questo oggetto permette di inserire del testo, tramite la proprietà “Max. text length” consente di specificare la lunghezza del massima del testo, la proprietà Border il tipo di bordo, che può essere piatto, 3D o non visibile. Un’altra proprietà molto utile di quest’oggetto è Text type, questa permette di inserire il testo su diverse linee avendo cosi a disposizione un’area di testo (textarea).

    Label Field

    Permette di creare delle etichette da associare agli atri oggetti del modulo.

    Group Box

    L’oggetto Group Box può essere usato per creare una lista con opzioni a scelta singola. Selezionando questo oggetto OpenOffice apre un wizard dove nel primo passaggio è necessario indicare gli elementi della lista, nel secondo di specificare l’elemento della lista selezionato di default e nel terzo di associare un valore ad ogni elemento. Il terzo passaggio è molto importante, infatti I valori dovranno poi essere utilizzati in fase di creazione del file dati (fdf).

    Con gli oggetti sopra descritti credo sia possibile soddisfare buona parte delle esigenze richieste nella creazione di un modulo pdf, e comunque mi sono limitato a descrivere soltanto alcune delle proprietà disponibili. Una volta creato il modulo è necessario salvarlo in formato PDFdal menu File -> Export as PDF, è consigliabile salvare anche una copia in formato ODT da utilizzare come file sorgente per eventuali modifiche.

    Nella seconda fase è necessario creare il file dati fdf (Forms Data Format), per fare questo è possibile utilizzare qualsiasi linguaggio, comunque dal sito dell’Adobe è possibile recuperare altre informazioni.

    Di seguito trovate un esempio di creazione di un fdf scritto in Ruby per il Framework Ruby on Rails, da notare che la variabile di tipo Hash “data_to_fill” contiene per ogni coppia chiave e valore, nella chiave il nome del campo cosi come definito in fase creazione del modulo e nel valore il rispettivo contenuto

    A fianco di ogni coppia ho inserito un commento per indicare quale oggetto del “Form Controls” utilizza. Il PDF con I campi compilati viene inviato al browser. La funzione createFDF è stata presa in prestito dal sito wiki.rubyonrails.org

    class GeneratePdfController < ApplicationController
    
      def index
    
        data_to_fill = {"nome" => "Mario",    #Text Box
                        "cognome" => "Rossi", #text box
                        "trasferta" => "si",  # group box (un elemento della lista ha questo valore)
                        "linux" => "Yes",     #  Check Box
                        "ruby"  => "Yes",     #  Check Box
                        "descrizione" => "testo\nsu\npiu' righe"
                        }
        fdf = createFDF(data_to_fill)
    
        module_path = "/path/to/template/module/module.pdf" 
    
        pdf_output = nil
    
        pdf_output = `pdftk #{module_path} fill_form #{fdf.path} output - flatten`
    
        send_data(pdf_output, :type     => 'application/pdf',
                       :filename => 'test.pdf',
                        :disposition => 'attachment')
      end
    
      def createFDF(info)
        data = "%FDF-1.2\x0d%\xe2\xe3\xcf\xd3\x0d\x0a"; # header
        data += "1 0 obj\x0d<< " # open the Root dictionary
        data += "\x0d/FDF << " # open the FDF dictionary
        data += "/Fields [ " # open the form Fields array
    
          info.each { |key,value|
              if value.class == Hash
                  value.each { |sub_key,sub_value|
                      data += '<< /T (' + key + '_' + sub_key + ') /V '
                      data += '(' + sub_value.to_s.strip + ') /ClrF 2 /ClrFf 1 >> '
                  }
              else
                  data += '<< /T (' + key + ') /V (' + value.to_s.strip + ') /ClrF 2 /ClrFf 1 >> '
              end
          }
    
        data += "] \x0d" # close the Fields array
        data += ">> \x0d" # close the FDF dictionary
        data += ">> \x0dendobj\x0d" # close the Root dictionary
    
        # trailer note the "1 0 R" reference to "1 0 obj" above
        data += "trailer\x0d<<\x0d/Root 1 0 R \x0d\x0d>>\x0d"
        data += "%%EOF\x0d\x0a"
        afile = File.new("/tmp/rails_" + rand.to_s, "w") << data
        afile.close
        return afile
      end
    end
    

    Il principale vantaggio di questa soluzione è quello di poter disegnare il modulo da Open Office, molto utile se dobbiamo creare dei PDF per documenti “ufficiali” ad esempio fatture, buste paga, ecc… che richiedono una formattazione fissa, ed inoltre possiamo separare il lavoro di creazione del template dalla fase di inserimento dei dati.

    Ah, è da tempo ormai che non riesco a trovare tempo per un post. A dire il vero neanche per rilassarmi. Sarà colpa della primavera o di una graziosa miss che a prescindere da come andrà finalmente mi ha dischiuso i canali che da tempo avevo ostruito per una ripicca verso me stesso? Fatto sta che ho ripreso alla grande a suonare ed improvvisare, soprattutto in accordatura DADGAD, alla quale dedicherò prossimi sicuri post. Il fatto di maggior nota ora è che dopo quasi un decennio ho ritrovato una musa in grado di darmi la carica giusta. Troppi blues minori senza le muse. Troppe arie tristi e modi orientali e complessi nei miei assoli, al punto da apparire scarni e privi di significato durante le sessioni con gli amici. Per intervenire Maurizio, dandomi un prontuario delle scale standard, vuol dire che ero arrivato alla frutta della sperimentazione orecchio-armonia-melodia. Benarrivata, my funny Valentine…

    Per inciso, lo ammetterò, mi piace giocare con la mente. Chi legge bene il post precedente capirà che ho gettato la spugna con una tipa. Già ma chi lo legge attentamente troverà un altro significato a quello che veramente volevo dire a quella tipa. Sarà per la mia mania di organizzare sempre cacce al tesoro, ma vediamo se c’è qualcuno che riesce a trovare la soluzione….

    Maledetta dedizione al dovere. Muoiono a causa di ciò eroi in battaglia. E anche le migliori storie della nostra vita. Può capitare troppo tardi di cogliere l’attimo fuggente? E quante volte ancora, e poi ancora, busserà alla porta del mio cuore una persona e io le negherò asilo? Va bene, magari è venuta da me solo per cercare di rabberciare un rapporto ormai consunto con il suo ex. E se non fosse così? Se solo lei non avesse avuto il coraggio di ammettere di avere incontrato non un guaritore, ma una persona stanca di rifiutare l’allegria ed il brio che l’amore può dare? Ma capita sempre così. Dedizione alla missione, senza se, senza ma. Anche a costo di ritrovarsi di nuovo on-the-road. E allora via con l’aggressività, con il porsi su un piano difensivo, con l’attacco e l’abbattimento dei sentimenti che un’altra persona può vagamente provare per te. Perché? Perché tutto questo? Dedizione al dovere. Già, ma qual’è il mio vero dovere? Rifiutare di ammettere che non sono d’acciaio, che anche io provo ogni tanto dei sentimenti? Se sei in ascolto mia dama, non prendertela per questa. La prossima volta starò ben attento ad accettare un incarico pericoloso. Perché risolvere i problemi sentimentali altrui è avere a che fare con del materiale infiammabile. Prima o poi ti bruci. E salta in aria il laboratorio. Non ti telefonerò, non attenderò che tu mi dica oltre quello che il silenzio stesso sceso tra noi ha già detto. Va per la tua strada. Io per la mia. Vivrò con il rimpianto ma non con il rimorso di non aver fatto la cosa giusta. Come nel film “La foresta dei pugnali volanti - Shi Mian Mai Fu”, io correrò per la prateria senza voltarmi indietro. Ho combattuto con me stesso. La neve ha ricoperto il campo di battaglia. Buona vita, tanta felicità, mia dama. Il silenzio sceso tra noi mi impedisce di salutarti diversamente. Fianco destr, march!!! Tambourine man, portami verso un nuovo campo, fammi dimenticare chi sono e da dove vengo, la mia storia personale, dammi la cadenza giusta, per andare solamente avanti e non voltarmi indietro….

    Ci sono passioni che nel corso degli anni della vita di un uomo non cessano mai di esercitare il loro fascino. Prendiamo ad esempio il ferrmodellismo… Ah? Volgarmente l’hobby del trenino elettrico. Io vado matto per i trenini elettrici. Ma pare che non sono l’unico. Bello alzarsi la domenica mattina, presto, fare colazione, scendere nel garage a ultimare il plastico. Avrò pensato a tutto? Ma sì, le montagne le faccio qua, il fiume a sinistra, il ponte metallico a più campate, materiale ferroviario di epoca III, di quando la rete ferroviaria non era elettrificata. Un ultimo ritocco, accendo il pannello di controllo e il mio convoglio inizia a fare il suo percorso. E ora?
    Bhè ora potrei fare finta di avere una mia compagnia ferroviaria. Le darò un nome. Organizzerò la movimentazione dei treni, le merci, i passeggeri, gli orari. Farò il manovratore. Il trenino più bello è il mio. La ferrovia più efficiente è la mia. Fino al giorno in cui i miei vicini di casa non hanno realizzato un plastico anche loro… Allora bisognerà sbirciare il loro lavoro. Ops, magari avrò visto un pò troppo.
    Un dipendente della mia compagnia immaginaria che passa informazioni alla concorrenza!!!
    E ora? Il club dei ferrmodellisti cosa mi dirà? Che sono un incapace, a farmi sfuggire i trucchi su come far girare i trenini sul plastico simulando in maniera perfetta, scala H0, le ferrovie reali…
    Mi hanno tolto il mio giocattolo preferito. Come se non bastasse, ora anche l’altro vicino si è messo a giocare al ferroviere. Ma quanti manovratori ci saranno negli ormai affollati garage del mio palazzo? Ci sarà spazio per tutti questi abili strateghi? Bhè, se ritorno a modificare il mio plastico, può darsi di sì. Ci sarà spazio anche per le ferrovie francesi, tedesche, inglesi, spagnole. Huau!!!
    E pensare che volevo essere l’unico protagonista del gioco!!! Aveva ragione Freud, quando diceva che in ognuno di noi c’è sempre una parte di quel bambino che siamo stati. Tutti, ma proprio tutti!!! E allora viva i trenini elettrici!!!

     

    Ipod shuffle

    Non mi rimproverino le altre case costruttrici, o i Pinguini assoluti. Ma credo che sia difficile trovare un servizio di vendita e distribuzione di lettori mp3 più efficiente dell’Apple. Mi giunge una mail dicendo che l’ipod shuffle ora è in vendita a soli 45€. Non perdo tempo. Controllo subito sul sito e mi ritrovo a scegliere tra l’ipod (RED) edition e uno celeste. Il primo dopo poche ore era già esaurito e bisognava attendere 10 giorni per nuove scorte. Mi sarebbe piaciuto averlo per contribuire alla causa contro l’HIV in Africa, ma in futuro vuol dire che acquisterò l’ipod nano aderente alla stessa campagna. Ora avevo bisogno di questo piccolo gioiello del design e della tecnologia. Che farsene di tutto quello spazio (80 GB!!!) se quando viaggio o passeggio voglio ascoltare musica con un oggetto che ci si dimentica subito di averlo indossato? E poi il piccoletto non è così poco capiente… Per provarlo ho caricato 18 ore di musica e un audiolibro di Camilleri!!!

    Ma andiamo con calma. Telefono al customer italiano per sapere qualche info in più. Mi risponde una ragazza dal liete e gustoso accento inglese che mi spiega quello che voglio sentirmi dire, proprio nel modo giusto. Ritorno online, pago, scelgo l’incisione personale “Gianluigi Coppola www.ilramingo.org” e via! Non ho il tempo di controllare la posta che mi ritrovo con un ordine in elaborazione. Questo il martedì precena. Il mattino seguente il piccoletto è partito da Amsterdam e ieri (venerdì), alle 16 ora locale, mi bussa un impiegato dell’UPS consegnandomi il pacco!!! Incredibile!!! Più rapidi della Creative ( 4 anni fa presi un Nomad MuVo e furono comunque eccellenti, ma consegnarono solamente 1 giorno in più dell’Apple!!!), come loro spese e assicurazione a carico. Ma apro il pacco. La confezione è meravigliosamente disegnata con gusto, inutile descriverla. Resto allibito. Inserisco il dock nella porta usb e inizio a caricare il ragazzo. Tradisco l’Apple solo su una cosa: invece di usare iTunes per la prima volta, uso Amarok. C’è sempre lo spirito dell’hacking e del rischio calcolato. Carico una playlist. Ascolto.

    Vado in estasi? Sì. Non riesco a dire altro.

    Mai ascoltata una pulizia ed una qualità di volumi così alta, a parità di mp3 ascoltati sui più diversi supporti. Stamattina ho ricevuto la fattura via mail. Un’unico errore: come cavolo posso contattarvi per dirvi quanto siete stati efficienti e bravi?… Quasi hanno paura di ricevere complimenti, ah, assurdi. Dal design alla realizzazione, dalla vendita alla consegna sono stati impeccabili e poi esce fuori che non hanno che premure per me, il cliente? Li ammazzerei, troppo immodesti. Troppo efficienti, ma io ho trovato una falla… eh eh eh… Li chiamo per chiedere se fra qualche anno avranno ancora batterie per il piccoletto e li frego! Tac! Li spiazzo con un complimento… Cioè: hanno persino il servizio di customer per il ricambio delle batterie. Da buon amante dell’Open Source, devo capitolare: certe volte ci sono aziende che meritano le vette delle classifiche mondiali, in fatto di qualità. Se sono riusciti a convincere persone come me, che i loro prodotti sono una garanzia di affidabilità e cortesia, posso anche derogare al fatto che il DRM made in Apple sia alloggiato nel pargolo. Nell’era del Web 2.0 ho finalmente trovato il mio compagno ideale per stendere delle timeline e colonne sonore dei miei viaggi…

    Certe volte mi capita di inebriarmi di adrenalina a tal punto da sembrare e comportarmi da ubriaco senza aver bevuto affatto…
    Tipo ieri sera, poco prima di andare a cena al compleanno di Isa, una delle simpatiche canaglie del corso di catechismo… Provo e riprovo a suonare un brano di pizzica, dall’attacco di chitarra molto difficile, per timing e armonia. Erano giorni che studiavo quelle maledette prime 10 misure del brano, e di pomeriggio ad un certo punto…
    Zac!!! Parto e non mi fermo per quasi due ore… La musica stessa, stile minimalistico inizia ad alzare i giri del mio cervello.. “Maremma! Sono le otto e mezza e fra poco devo andare al compleanno”. Subito la doccia, che non calma l’adrenalina che scorre nel sangue.
    Risultato? Quando arrivo al ristorante ho un’aria strana. Balbetto e non riesco a mettere insieme i pensieri nel cervello. Dio, sto viaggiando!!!
    Siedo al fianco di Giuseppe, di fronte ho Mimma e Silvia, la fidanzata di Giuseppe. Le donne semiastemie, quindi io e Giuseppe abbiamo bevuto un litro in due di vino. Cosa normale, per una cena composita, no?
    Come al solito ho tenuto banco con le imitazioni, le battute al salnitro, così, per strappare dei sorrisi (dovrebbe essere una regola di vita, quella di far sorridere chi ci sta a fianco nella vita).
    A ore undici dalla mia visuale, un gruppo di liceali della peggior specie: i classici!!!

    Da ex-liceale scientifico mi ritrovo a pensare di essere ancora un tantino sciovinista nei riguardi dei “fratelli” del classico, ma lasciamo perdere…
    Giovanni, futuro medico o psicologo, troppo sognatore per diventare commercialista.
    Loredana, possibile volto da giornalista, aria timida ma tendente ad essere leader.
    Mariavittoria, occhi svegli, sembra tagliata per fare la pubblicitaria. Mmm, e la politica?
    Rosaria, in cerca di sicurezze, magari in futuro viaggiatrice e impiegata sempre pronta
    a fuggire…
    Odierni ribelli, futuri professionisti. Innocui. Come del resto tutte le simpatiche canaglie presenti al ristorante. Oddio, sto parlando da vecchio. Da vecchio no, ma da vissuto sicuramente.
    Bicchiere della staffa nel club di Luciano, Donato e Nicola. Poi ognuno a casa sua.
    Ma io in macchina, tolgo il cd dei Tarantolati e inserisco quello di Buddha Bar.
    Viaggio con l’auto ascoltando nella notte ghiacciata musica che mi rilassa e mi riporta ad uno stato adrenalinico normale. Peccato per i -23°C. Un record di stagione.
    Mi sembra di stare nella steppa siberiana. E m’illumino di meno…

    Ormai non ci credevo. Sono sviluppatore web dal 2000 e in questi anni ho smanettato con Perl, CGI in C, Php, Javascript, Python e ovviamente HTML, che seguo dalla versione 3.2. E che dire dell’XML? L’ho odiato subito, è stato odio a prima vista. Quel figlio ingrato dell’SGML che ha dato a calci in faccia all’HTML… grrr…. e i CSS? Signorili, in grado di farti recuperare notti insonni per una pagina dinamica… Poi la rivoluzione… Inizia con i CMS, i weblog (preconio del blog), il wiki… è il Web 2.0!!! Un linuxaro incallito come me, costretto a crearsi un accesso su MSN, abbandonando IRC e ICQ, perchè gli amici, si sa, vogliono che tu usi gli stessi strumenti loro… Poi, cedo, in predaad una crisi di nervi. E sia Wordpress. E sia dokuwiki. E sia il Web 2.0! Ora mi assale un nuovo tipo di fervore, quasi simile alla scoperta di Ubuntu, distribuzione della quale sono stato tra i primi italiani a provarla. Mi scrive Rocco Grippo: “allacciati a Twitter!”. E scopro che anche Barak Obama usa Twitter… mondo cane… ma siamo tutti democratici allora!!! Pubblicità occulta questa? Noooooooo… Ma grazie a Luca Girasole ora sono su Vkontakte.ru, poi grazie a Giancarmine D’Adamo su Badoo.com, grazie a Giuseppe “Tribunus” Benedetto su Gtalk, grazie a Giancanio “The Photography” Elefante su Yahoo Messenger, grazie a Roberto Agatiello su MSN, grazie a Rocco Grippo su Twitter.com, grazie ai ragazzi della Margherita di Basilicata su Ilcannocchiale.it, e poi?
    Ora cammino da solo, attraversando link come Facebook.com, Digg.com, Faithbase.com Contattimsn.com e chissà ancora quanti altri…
    Interattività, opinione, condivisione. La nuova società globale, non si è rifatta il maquillage. Semplicemente ha sfondato le curve delle società quotate in Borsa, le quali danno vita a progetti sul Web, per rendere il Web, uno dei Caffè più graziosi da frequentare… E Warol, nella sua teoria del quarto d’ora, aveva previsto l’onda del Web 2.0, con un errore di calcolo non indifferente… Ormai sul Web hai visibilità non solo per un quarto d’ora, ma di più…
    Basti guardare le statistiche di questo piccolo ed insignificante blog…
    Vi rendete conto che pensiamo di essere soli, ma non è così…
    http://www.ilramingo.org/webstat

    Red, yellow, green, blue, brown, that good things, the challenges, the promises, the spirit lifted, evil, what harm … A soundtrack signed by Buddha Bar compilation accompanies me in the study of numbers … Yes, the numbers, you understood own good!

    Certe volte, la vita è difficile.

    Difficile perchè pensare di poter vivere in eterno, è sempre stata la migliore illusione dell’uomo. Magari vivere potenti, leoni, negli agi più sfrenati. Sentendosi Dio, meglio di Dio. Ci creiamo un Pantheon in cui tutto fila liscio, tutto va bene, tutto è ok, il prezzo è quello giusto, la tipa è quella giusta, la macchina è quella giusta. E poi i viaggi, la celebrità, il sentirsi importanti solo perchè si ha un drink in mano.

    Ho pensato da tempo di creare un Pantheon, non una figura idolatra per celebrare gli uomini. Ma ne avevo bisogno, perchè ci sono figure le quali, con il loro semplice modo di vivere, distruggono tutti i castelli stupidi che ci ficchiamo in testa.
    Come non ricordare, per sempre, una donnina silenziosa e sorridente, dalle piccole mani,
    in grado di fare un pane e della pizza dal sapore antico, fragrante, semplice. Per una volta, ramingo, finiscila di fare il duro e ammetti che tua madre, la madre di Giuseppe e Francesco, le vostre madri, sono persone meravigliose, per il semplice fatto che ci hanno
    dato se stesse gratuitamente, hanno plasmato le nostre piccole manine in mani grandi, rugose e piene di peli. Le adorniamo di anelli, le nostre mani, pieghiamo la testa per entrare in certi posti, perchè il loro affetto e le loro cure, ci hanno fatto più alti di loro.

    Francesco cercava un tesoro, lo cercava nel sogno freddo del Nord. Smazzandosi dalla mattina alla sera. Dicendo sempre che non è facile, e trovando sempre in me la risposta pronta a rimproverarlo.
    Là dove è il tuo tesoro, là è il tuo cuore.
    Sognai una notte due mani che impastavano il pane. Piccole, veloci, esperte. Un sorriso e un pò di amore e quella pasta lievitava, cresceva, cuoceva, si faceva pane.

    O Pane degli uomini, fa che Teresa ora possa avere le mani piene della Tua farina. Perchè francescanamente ha vissuto con nobiltà la vita accanto alla sua famiglia. E non si è mai resa conto, nemmeno per un momento, di essersi distinta in battaglia con eroismo, con tenacia, facendo tremare il nemico, con onore.
    Dov’è o morte il tuo pungiglione? Eh? Dov’è? Ti ha battuto, con un sorriso, ed è ritornata nel Regno.
    Guadagnandosi un posto nel Pantheon di quelli che hanno reso con il loro esempio, splendido il vivere, perchè è con semplicità che si è felici. Sinceramente, grazie.

    Grazie o Dio, per avermi permesso di conoscerla. Non capita spesso di trovare valorosi soldati del Regno. Cercherò di ricordarmelo ogni volta che incontrerò il viso di una ragazza. Potenziali madri, potenziali soldatesse, generali, del Tuo Regno. Come la Tua, di madre. E tolto Te, Gesù, noi maschi abbiamo paura di loro, del loro coraggio. Mani che cercano mani. Alberi venuti da pianticelle.

    Si, abbiamo paura del loro amore, del loro affetto. Ci fanno sentire piccoli, bisognosi di cure e di attenzioni. Forse ci ricordano Te? E allora insegnaci a non avere più paura, e permettici di combattere con il loro stesso valore. Altro non riesco più a dire. Non c’è bisogno più di aggiungere altro. Manca solo un sorriso, che oggi, scusatemi Signò, non riuscirò a fare a Giuseppe e Franco. Sto correndo di nuovo nel bagno a non farmi vedere. A cercare di fare il duro, il coraggioso.
    Quello che volevo dire a te, a Canio, a Franco, Giuseppe, Luisa e Marisa lo dico qui.
    Perchè so che a voce non ci riuscirei mai. Daltronde, tu non hai sempre sorriso quando parlavo?
    E così ti voglio ricordare. Nel bene o nel male, darò sempre una sbirciata ai tuoi ragazzi.
    Tu vai a fare il pane. Te lo sei meritata, quella fetta di Paradiso.
    U’ c’mbagn d G’sepp.

    Listening to this song, you seem to be in Punjab … 7 minutes during which make a trip with your mind …

    aao huzoor tumko ,sitaron mein le chalo
    dil jhoom jaaye aise , bahaaron mein le chaloon ,
    aao huzoor tumko sitaron mein le chalo
    dil jhoom jaaye aise , huzoor aao,
    aaaa,aaaa…..
    hai re mere , daadia rabba…
    babul tere, kinane lejaania aye…
    hai ve mere , daadia rabba…
    mehlan vichon teri lado noeeee,
    chittiyan chittiyan…..
    babul tere..
    mehlan vichon… teri lado
    kinna jammiya , des to ud diyan
    chittiyan chittiyan…..
    vichon teri laado kinnane lejaania aye doeeee…..
    hai re mere , daadia rabba…
    babul tere, kinnane lejaania aye…
    hai ve mere , daadia rabba…
    mehlan vichon teri lado doeeee,
    chittiyan chittiyan…..
    babul tere..
    mehlan vichon
    vichon teri laado kinna jammiya , des to ud diyan
    chittiyan chittiyan…..
    vichon teri laado ( kinnane lejaania aye) doeeee…..

     

    Watch this video on Youtube at this link:

    http://www.youtube.com/watch?v=R0E3FgJ_mT4

    http://www.karuneshmusic.com/

    http://en.wikipedia.org/wiki/Karunesh 

     

    Pd in Basilicata

    Ieri sera, ci siamo incontrati iniziare a vivere insieme l’esperienza del PD. Adulti e giovani delegati territoriali e provinciali, insieme, quasi a lasciare un testimone da parte dei primi verso i secondi, per il futuro della politica ad Albano. Maggior impegno per le donne, una maggiore attenzione per le politiche giovanili, sembrano essere le linee guida del PD del nostro paese come risposta alla crescente indifferenza verso la politica, diventata ormai un’anima importante del movimento dell’antipolitica in Italia. La nostra prospettiva è quella di essere un partito della gente, nella gente, per la gente. Recuperare il senso dell’interesse comune a discapito dell’interesse particolare, è la mission che ci siamo dati. Attendiamo la data utile per la elezione dell’esecutivo, che ci verrà fornita dal coordinatore provinciale entro il 15 febbraio, per poi iniziare ad essere effettivamente operativi. Nel frattempo abbiamo iniziato a scaldare i motori…

    PS= il blog delle Dolomiti Lucane è già attivo (http://dolomitilucanepd.ilcannocchiale.it)

    Ascolto i Karunesh, mentre sono appena tornato a casa, dopo una pizza al Mozart, a Potenza. Scopo della pizza, riflettere sul senso politico di alcune persone, ma non è questo lo scopo della confidenza di questa notte. Nuvole lambiscono il pavimento stellato notturno mentre nella notte, ritorno in auto a velocità media. E mentre l’auto corre, i miei pensieri vanno ad una stanza del dipartimento dell’agricoltura, dove non si parla solo di politica, non si fa malaffare. Si parla di storia, bizzarra, di leggende di antichi ordini cavallereschi, e il castello di Brindisi mi strizza l’occhio mentre passo. Quanti bardi avrà ospitato un antichissimo castello, posto a guardia dei pellegrini che andavo in Terra Santa? Una persona dalla vispa intelligenza mi fa domande, è curiosa. Io rispondo lasciandole, il dub